CARONNO VARESINO – «Vannacci? Non ha niente a che vedere con noi e i politici della sua parte sono per il centralismo». E la “cabina di regia” di Salvini servirà a «capire quali sono le contestazioni del Nord e trovare la strada giusta». È il governatore della Lombardia Attilio Fontana a tracciare la linea di una Lega in cerca d’autore, alla cena provinciale che ha inaugurato la festa di Caronno Varesino alla presenza di tanti big del territorio e non solo. «Se il Nord non cresce, crolla l’Italia – ribadisce Fontana – la questione settentrionale interessa tutta l’Italia».
Nostalgia
“Né neri né rossi ma liberi con Bossi“. C’è il faccione sorridente dell’Umberto sui manifesti che tappezzano la festa provinciale della Lega di Caronno Varesino, organizzata dalla sezione guidata da Vittorio Ballerio, che si è aperta ieri sera, 19 giugno. Ma ci sono anche i giovani che risfoderano la vecchia bandiera dei “Giovani Padani” e il coro “Roma ladrona, la Lega non perdona” e l’immancabile Elio Fagioli che invita tutti a cantare il “Va’ pensiero”. Il tutto a poche ore dall’annuncio del nuovo “tavolo di coordinamento” – dove siederanno il governatore Fontana e il ministro varesino Giancarlo Giorgetti – che proverà a rilanciare un partito che vive «un periodo non facile», come ammette senza troppi giri di parole il segretario della Lega Lombarda Massimiliano Romeo. La sua ricetta: «Più Nord». Perché bisogna riprendere in mano «la questione settentrionale».
Temi concreti
Romeo mette nel mirino alcuni temi cari al Nord su cui battere a Roma: l’autonomia, ancora in attesa di compimento, un federalismo fiscale «sostanziale», i salari parametrati al costo della vita e le zone economiche speciali «anche al Nord». Mentre l’ex ministro Massimo Garavaglia invita a valorizzare alcuni provvedimenti successo del governo targati Lega: la Flat Tax per le partite Iva, l’iperammortamento per le imprese e «il milione e 200mila posti di lavoro in più, di cui 200mila lombardi, perché abbiamo tagliato il reddito di cittadinanza». Il deputato Stefano Candiani prende la sua scelta di andare a fare il sindaco di Macugnaga come metafora («in Lega si è al servizio») e, come ricetta per la «riscossa», punta di più sullo spirito di appartenenza: «Non ci sono Lega A e Lega B. Serve il gioco di squadra, non guardare chi ha messo un like a chi sui social».
Tra Salvini e Vannacci
Ma c’è tanta voglia di Nord, e di riscossa, alla festa provinciale della Lega di Caronno Varesino. Di Salvini si parla poco – viene giusto citato da Romeo a proposito della cabina di regia – ma dello spauracchio del Generale di Futuro Nazionale ancor meno. «Non dobbiamo rincorrere né Vannacci né Meloni né altri» alza la voce Romeo. E dopo che al karaoke era stato intonato “Io vagabondo” (interpretato dal segretario provinciale Andrea Cassani insieme all’ex sindaco di Cairate Paolo Mazzucchelli e dall’ex consigliere regionale Francesca Brianza), l’europarlamentare Isabella Tovaglieri lancia la sua stilettata: «Di vagabondi ne abbiamo avuti anche noi, ma noi vagabondi non siamo, una terra e un popolo ce l’abbiamo».
Il popolo leghista

Quel popolo riunito a Caronno che «è una base solida e la miglior risposta ai turbamenti» che tormentano i leghisti, secondo la deputata Manuela Maffioli. E se l’europarlamentare e vicesegretario Silvia Sardone non rinuncia a battere sui temi dell’immigrazione («sono stata nel Bresciano e ci sono paesi in cui in prima elementare c’è solo un bambino italiano»), il consigliere regionale Emanuele Monti invita a «ripartire da dove siamo già, Regione Lombardia». Basteranno queste ricette per frenare l’avanzata vannacciana? Intanto a Caronno si và avanti con la festa fino a domenica 21.

