di Massimo Lodi
Se Schlein dichiara Ho contro l’establishment, c’è un problema a sinistra. E che problema. Nel Campo largo, nonostante la foto-quadretto dei commander di Pd M5S Avs, tira aria grama verso la segretaria del maggior partito: meteo stravagante, paradossale, insensato. S’immaginerebbe il contrario: clima favorevole, quieto, disteso. In fondo a Elly -anche, specialmente a Elly- si devono tante vittorie amministrative e il successo nel referendum sulla giustizia. Mica poco. Anzi, molto.
Però Conte, cui aggrada il teatro dell’assurdo, non ne vuol sapere d’incoronarla candidata alla presidenza del Consiglio. Pur se dovrebbe esserlo naturaliter: quel ruolo spetta con evidenza alla leader del Pd che ha il doppio dei voti dei Cinquestelle. Invece no. L’ex Avvocato del popolo lo ritiene aspirazione tutta sua, roba tutta sua, corsa tutta sua. E dunque sostiene: facciamo le primarie, scelgano i cittadini, di sicuro individueranno chi è più competitivo. Non importa se le primarie dividono, e rimettere insieme i cocci diventerà problematico. L’ambizione è l’ambizione.
Oggi l’ambizione di Conte sembra incoraggiata da due nuove idee. La prima idea: Meloni in disgrazia presso Trump potrebbe favorire il riaccendersi della simpatia di Donald all’indirizzo di Giuseppi. Cioè: se nel ’27 la destra non ce la fa a rivincere, meglio che la sinistra in Italia sia rappresentata da Conte piuttosto che da Schlein. Un sottaciuto endorsement che avrebbe il suo peso, come sempre l’hanno avuto i pareri/i desiderata americani sui fatti di casa nostra. La seconda idea: prefigurare, nel caso di successo alle primarie, un ticket presidenziale assieme a Silvia Salis, sindaca di Genova. Conte il capo a Chigi, Salis la sua vice. Salis che potrebbe partecipare al confronto pre-elettorale dei progressisti in quota Dem-riformista. Un’opzione privilegiata, lupus in favella, dall’ex Dem-riformista Renzi: uno smagato influencer che di solito ci azzecca.
Dunque, e clamorosamente, vedremo la rivoluzionaria intesa Conte-Renzi, che tanto si sono odiati? Non ci sarebbe da sorprendersi, in politica la qualunque è possibile. Lo sanno proprio Conte e Renzi, protagonisti di storiche giravolte. Lo sanno nel Pd, dove la fronda anti Schlein spira al punto da far esprimere a uno degli ottimati, Franceschini, l’auspicio che Salis partecipi, eccome se partecipi, alle primarie. Lo sanno nel cerchio magico di Schlein. Lei si preoccupa, facendo bene a preoccuparsi: Ho contro l’establishment. Ebbene sì, lo scenario racconta che ce l’ha proprio contro. Il che l’innervosisce al punto da farle aggiungere: Pago anche il fatto di essere donna e di stare con un’altra donna. Questo no, ma che esagerazione è? L’amocromia (1) c’entra zero. L’amostrategia (2) c’entra assai. Intendendola come il modo sfurbito di pescare consenso. La 2 deve inquietare ES, mica la 1.
conte salis schlein – MALPENSA24
