VARESE – «Da venerdì 3 luglio a venerdì 31 agosto il principale polo culturale del capoluogo resterà vergognosamente sbarrato». Con queste parole Piero Galparoli di Futuro Nazionale denuncia la chiusura del museo di Villa Mirabello per quasi due mesi. Ma dal Comune arriva la smentita: «Non c’è nulla di reale».
La nota di Galparoli
È particolarmente dura la nota di Piero Galparoli, secondo il quale il Comune intenderebbe chiudere il museo per l’intero bimestre di luglio e agosto a causa della difficoltà di garantire i turni del personale nel periodo estivo. «In nessuna città del mondo succede», dice. L’esponente di Futuro Nazionale attacca la maggioranza parlando di una «vergogna colossale», di «sabotaggio ai danni di Varese» e di un’amministrazione «inadeguata e pericolosa per lo sviluppo economico locale». Fino ad arrivare a chiedere le dimissioni della giunta Galimberti.
Laforgia smentisce
Ma a fare chiarezza è l’assessore alla cultura Enzo Laforgia. Sottolineando innanzitutto che non è stato esposto nessun cartello in merito a chiusure del museo. E che la notizia è infondata. «Al momento non è prevista nessuna chiusura nei mesi estivi – puntualizza – come ogni anno c’è il problema di come garantire le aperture ma è qualcosa su cui stiamo ragionando. Stiamo facendo valutazioni sulla base delle risorse». Sottolineando che il museo osserverà solamente un periodo di chiusura ridotto, di una o due settimane, come avvenuto negli ultimi anni. «Nella peggiore delle ipotesi – aggiunge – vado io ad aprire di persona il museo di Villa Mirabello».
Il sindaco Galimberti contro la disinformazione
E in merito il sindaco ha diffuso una nota.
Due false notizie in un giorno solo. Se stamattina leggevamo che nella palestra XXV Aprile erano stati tolti gli storici canestri, cosa non vera, oggi pomeriggio la Prealpina, non contenta, ha dato un’altra notizia falsa annunciando la chiusura per due mesi del museo di Villa Mirabello. Altra notizia falsa, ma in questo caso si tratta anche di disinformazione per turisti e possibili utenti del museo. Insomma, non male come risultato in un solo giorno per la Prealpina. Spiace davvero tanto che un giornale storico come la Prealpina non verifichi con attenzione le notizie che diffonde ma del resto non è la prima volta, e temo non sarà neppure l’ultima, avvicinandosi la campagna elettorale. E come hanno notato tutti, la Prealpina è da tempo in campagna elettorale.
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