NOVARA – Alla mente di qualcuno che ha alle sue spalle studi classici ieri durante la vivace seduta della VI commissione dedicata al caso-ibis è tornato alla mente un celebre oracolo riferito dal Chronicon del monaco cistercense Alberico delle Tre Fontane.
Una frasetta antica, che risale al sec. 13°. E che si attaglia a quanto sta accadendo in città da quando si è aperta la diatriba sui maestosi uccelli che hanno colonizzato i cedri storici dell’Allea.
Un collegamento che va al di là dell’assonanza dei nomi: la frase recita “ibis redibis non morieris in bello” e oltre a richiamare all’apparenza il nome del volatile che turba i sonni del sindaco e dell’assessore all’ambiente, vIene usata come emblema dell’importanza dei dettagli.
Nell’oracolo infatti il semplice posizionamento delle virgole trasforma il senso della frase da una ottimistica previsione di bene a un nefasto presagio di morte.
Il confronto in commissione ambiente
E proprio ai particolari hanno guardato i consiglieri di opposizione per mettere in luce gli aspetti critici dell’azione (o della non-azione) dell’amministrazione che ha portato ad esplodere il caso sollevato per primo da Malpensa24 e ripreso anche dai tg nazionali.
Sara Paladini, consigliera del Partito Democratico, ha individuato esattamente in un particolare – una piccola determina di meno di due pagine – la chiave per spiegare il senso di quella che gli animalisti non hanno esitato a definire “mattanza” ai danni degli ibis.
La determina sulle “potature”
La determina è la numero 1331, firmata dal dirigente del settore verde pubblico Walter Imperatore, è datata 18 giugno, e affida ad una ditta di Pernate per un importo di poco meno di 20.000 euro, un incarico di “potatura e pulizia del secco di esemplari arborei altezza 30 metri circa presso il parco Allea di San Luca di Novara”.
«Intanto – ha osservato Paladini – è sorprendente come la determina porti la data del giorno successivo a quello in cui i lavori sono effettivamente iniziati».
«Poi l’atto non è motivato se non con uno sbrigativo “è necessario procedere all’affidamento del servizio”: non si fa riferimento né ad una pianificazione generale della manutenzione del verde né tantomeno al piano di contenimento della presenza degli ibis che la Provincia ha approvato nello scorso autunno»
«Una emergenza dovuta all’inadempienza»
Di fatto – è la tesi della consigliera del Pd – si è dato corso in fretta e furia a questo incarico perché «non è stato fatto ciò che competeva al comune, cioè gli interventi di dissuasione, ci si è trovati in una condizione di emergenza, e si sono fatte cose che ai sensi della legge e dei piani nazionali e provinciali non si possono fare, cioè tagliare i rami quando ci sono i nidi con le uova o i piccoli»
Un’emergenza peraltro – ha precisato Paladini, dando atto di questo all’assessore Franzoni – che «nulla ha a che fare con l’imminenza dell’inizio degli Streetgames, ma che si è creata per l’inadempienza del Comune rispetto agli obblighi affidati anche dal piano provinciale».
Franzoni: «C’è una relazione del dirigente»
L’assessore all’ambiente Elisabetta Franzoni, che aveva dedicato tutta la prima parte del suo intervento ad una puntigliosa ricostruzione di quanto accaduto a partire dallo scorso anno, rivendicando il lavoro svolto («talvolta anche – ha ammesso – mettendo delle pezze») in risposta alle lamentele dei cittadini e in carenza di strumenti e di fondi, ha provato a rispondere nel merito dell’osservazione di Paladini.
Lo ha fatto richiamando una relazione di inizio maggio del dirigente in cui si indica la presenza di problemi ai cedri dell’Allea dovuti alla presenza degli ibis. «Ma – ha obiettato Paladini – a quel punto eravamo già in piena emergenza»
Gli interventi degli altri consiglieri di opposizione – Fonzo, Allegra e Spilinga del Pd e Renna del M5S – hanno fatto emergere anche alcuni altri aspetti, per esempio che il “tavolo tecnico” preannunciato da Franzoni in risposta ad una interrogazione dello scorso anno, si è riunito in realtà una sola volta.
Chiesto anche un consiglio provinciale
Paladini, che è anche capogruppo dell’opposizione al Consiglio Provinciale, ha messo nel mirino anche l’ente di Palazzo Natta. «In tutto questo tempo – ha detto tra l’altro – non ho sentito una sola dichiarazione del presidente Caccia. Troppo comodo fare il presidente andando in giro a tagliare nastri».
Caccia probabilmente si è sentito fischiare le orecchie.
Non casualmente, infatti, nella serata di ieri l’ufficio stampa della Provincia ha diramato una nota ricca di riferimenti normativi che si chiude proprio con una dichiarazione del presidente.
Il quale si preoccupa di sottolineare che «sono stati richiesti e attivati interventi specifici, che quando sono stati effettuati hanno seguito l’applicazione di norme europee e nazionali, di valutazioni tecniche sul territorio e nel rispetto delle competenze del singolo ente (Comune e Provincia)».
Ma del tema si riparlerà in Provincia in una seduta specifica del consiglio richiesta dall’opposizione.
Ed ora tutti in tribunale…
Per intanto la vicenda degli ibis risuonerà anche nelle aule di tribunale: per la causa che le associazioni animaliste hanno annunciato (come abbiamo riportato ieri) di essere in procinto di intentare alle amministrazioni e per le querele per diffamazione che Canelli e Franzoni sono stati autorizzati dalla giunta a depositare in risposta agli insulti e alle minacce ricevute via social.
Sperando che resti il tempo per costruire – magari non solo con i cinque poveri agenti di polizia provinciale – un piano di dissuasione serio e scientificamente fondato per evitare di trovarsi il prossimo anno nelle stesse condizioni di oggi.
Novara ibis commissione polemiche MALPENSA24
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