BODIO LOMNAGO – «Le ultime vicende di Albizzate, gli attacchi al sindaco Mirko Zorzo e le critiche rivolte anche a Buguggiate dimostrano una cosa sempre più evidente: Coinger viene difesa come un equilibrio politico da preservare, più che valutata come un servizio pubblico da migliorare». Inizia così la nota firmata dal Gruppo Intercomunale per i Cittadini (Gic) e da Amici di Bodio Lomnago, diffusa per ribadire una convinzione che i due gruppi portano avanti da tempo: «Il problema non è che i cittadini non capiscono il sistema. Il problema è che chi ha costruito questo sistema sembra non voler capire i cittadini». Tanto che «o si cambia davvero, o anche Bodio dovrà valutare l’uscita per difendere i cittadini, il buon senso, la qualità del servizio e l’autonomia comunale».
Servizio problematico
Secondo i firmatari della nota, da Coinger «invece di interrogarsi seriamente sul perché più Comuni arrivino a mettere in discussione o lasciare il sistema, si preferisce parlare di populismo, campagna elettorale o convenienze politiche». Ma «se l’igiene urbana è diventata protagonista del dibattito politico, forse è perché il servizio è entrato in modo problematico nella vita delle persone». Insomma, «si possono discutere numeri, rischi, alternative e tempi, ma liquidare tutto come populismo elettorale significa trasformare un problema reale in una battaglia politica».
La raccolta firme
Per i due gruppi ci sarebbe, poi, una «contraddizione evidente» nella risposta dei sindaci soci Coinger all’annuncio del recesso da parte del Comune di Albizzate. «Oggi si dà grande peso alla posizione della minoranza albizzatese, che ha espresso dubbi sull’uscita. Le minoranze e i cittadini, però, vanno ascoltati sempre, non solo quando fanno comodo». Il riferimento è all’aprile 2025, quando proprio il Gic promosse una raccolta firme contro la Tarip in diversi Comuni del bacino Coinger, raccogliendo l’adesione di «dodici consiglieri comunali di Bodio, Besnate, Casale Litta, Castiglione Olona, Jerago con Orago, Oggiona con Santo Stefano e Sumirago».
Tema elezioni
«Avevamo raccolto la voce di tante persone preoccupate da un modello percepito come rigido, complicato e distante dalle vita quotidiana», ribadiscono dal Gic. «Quelle richieste sono state ignorate. L’attenzione sembrava rivolta più alla forma della raccolta firme e ai permessi che alla sostanza delle segnalazioni». E ancora: «Abbiamo sollevato il problema lontano dalle elezioni, partendo da un disagio reale dei cittadini. Se oggi si parla di equilibri politici, allora sarebbe più corretto chiedersi se Coinger non rischi di diventare terreno di posizionamento in vista di appuntamenti come le prossime elezioni provinciali».
Regole e servizio
«Coinger è una società in house, non opera in un libero mercato: i cittadini sono obbligati a pagare per legge», prosegue la nota. «Per questo rivendicare utili e fondamentali solidi non può essere il principale argomento di difesa. Una società di questo tipo dovrebbe dimostrare di produrre economie di scala, efficientamento e innovazione reale». E, da qui, arriva una domanda. «Coinger ha investito per migliorare il servizio o, soprattutto, per controllare meglio il conferimento?». Per i due gruppi, la risposta è «paradossale». «Si parla di innovazione – spiegano – ma la raccolta resta fortemente manuale, con operatori costretti a sollevare migliaia di mastelli al giorno e cittadini vincolati da regole sempre più rigide. Questa è innovazione per chi? Lo strumento deve servire il cittadino, non il contrario».
La stoccata
Il punto, dunque, «è capire se questo modello stia ancora servendo davvero i cittadini, o se stia diventando una struttura da difendere a prescindere». E, chiosano Cig e Amici di Bodio Lomnago: «Restare dentro un sistema ha senso solo se quel sistema ascolta, funzione e serve davvero la comunità. Altrimenti bisogna avere il coraggio di cambiarlo. Ascoltare i cittadini non è populismo, è amministrare».
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