VARESE – «Era molto autoironico, la sua ricerca del mistico non l’ha reso distaccato. Anzi, divulgava messaggi esoterici mischiati a parti del quotidiano, divertendosi a mescolare sacro e profano, pensiero alto e basso con la sua ironia sicula, ma in maniera che qualcosa restasse». Così Renato De Maria ha ricordato ieri, mercoledì primo luglio, ai Giardini Estensi Franco Battiato, in occasione della proiezione per Esterno Notte di “Il lungo viaggio”, film che ha dedicato all’artista; intervistato dal giornalista Diego Pisati – non ci vediamo dai tempi dell’asilo – il regista ha raccontato il suo particolare legame con Varese, da cui andò via all’età di sette anni. Non senza lodare il pubblico presente alla serata: «Mi fa piacere che siate rimasti così in tanti a farmi domande».
I due monti
«Sono contento – così De Maria – ho ricordi molto intensi di Varese e soprattutto dei Giardini Estensi, dove i miei genitori mi portavano a giocare. E dove torno stasera con quello che so fare: raccontare storie». Sullo schermo appare un’altra nota location del territorio, l’altro posto del cuore: «La musa di Battiato, Fleur Jaeggy, aveva una casa fuori Milano, sul lago di Como, per fare passeggiate domenicali. Nel passare in rassegna le location disponibili mi apparvero immagini del Sacro Monte. Mi ci portava mia madre, molto religiosa, qualche volta siamo andati anche a fare dei picnic al Campo dei Fiori. Perciò le riprese sono state effettuate in quel luogo per una mia precisa scelta ed essendo stata una scelta emotiva penso che, come tutte quelle fatte in questo modo, in qualche modo emerga nel film». L’altro monte presente nella storia è l’Etna, il vulcano più alto d’Europa. «In realtà Battiato amava andare a meditare nel deserto. Ma è originario di Riposto, un piccolo paese lì sotto, mentre Milo si trova a metà del declivio. In più si va in salita, verso l’alto. Avevo solo un lunedì mattina per girare e, nonostante una tempesta di neve sabato e domenica, è poi venuto fuori il sole. Intorno era tutto bianco e abbiamo lavorato a -9 gradi».
Il frutto di un’accurata ricerca
Palazzetto, Impero, oratorio di Masnago: Pisati ha ripercorso i concerti di Battiato in terra varesina fino a quello del 1994 al Sacro Monte con Miriam Makeba e Paolo Conte nella programmazione, «secondo l’intelligenza artificiale così tanto nel suo cuore da aver ispirato De Maria per il film». «Perfetto, sono d’accordo», ha scherzato il regista che nell’apertura della serata, introdotta da Gabriele Ciglia, presidente di Filmstudio 90, ha però sottolineato come il lungometraggio sia stato il frutto di un’accurata ricerca a opera della sceneggiatrice, che fu amica del maestro siciliano per trent’anni, e della produttrice. Per l’autore di “Paz”, che lo conobbe veramente, l’incontro avvenne in occasione di «un progetto di animazione sperimentale dei fumetti in cui erano coinvolto Andrea Pazienza, mentre Battiato si sarebbe dovuto occupare delle musiche: «Mi colpì – questo il ricordo – per la sua estrema gentilezza».
Un artista alla ricerca di sè stesso
«Un bel film, con bravi attori. Ma era buono il materiale da cui si apriva», il bilancio di De Maria che, come sua canzone preferita ha dichiarato “L’ombra della luce” anche se «l’ossessione resta “Cuccurucucu”. La reazione che spesso incontro nel pubblico è di commozione e mi emoziona nel profondo riuscire a far riscoprire un personaggio che tutti conosciamo; far scoprire delle cose in più, che non ti aspetti. È stato così raccontato il percorso dell’artista alla ricerca di sè che, nel momento in cui riesce, fa sì che produca un valore che condivide con gli altri.
In tal senso è stato significativo anche la prova di Dario Aita, poi attore protagonista, nel corso del casting: le canzoni sono state tutte cantate da lui, come si fa ora, per una sorta di «patto», nel caso dei biopic. Sentimmo come aveva cantato “Prospettiva Nevski” e all’ascolto del brano ci accorgemmo che era già molto vicino alla figura che doveva interpretare. Poi con Vittorio Cosma abbiamo reinciso tutti i pezzi con gli stessi strumenti utilizzati di Battiato».
Il film “Il lungo viaggio” racconta Battiato, a Esterno Notte il regista Renato De Maria



