Ciak a Gallarate per il nuovo corto dell’ex assessore di Busto Albani. Con Lampi Blu

BUSTO ARSIZIO – Non c’è tre senza quattro: il nuovo “ciak” dell’ex assessore bustocco Alessandro Albani, al suo quarto cortometraggio, è a Gallarate, a partire dal museo Maga. Si chiama “Follow me” il corto dedicato alla sensibilizzazione sui rischi per i giovani dell’adescamento sui social, che vede la regia di Luciano Peritore e il sostegno dell’associazione Lampi Blu. Un’iniziativa ispirata da una triste vicenda successa a Busto Arsizio poco più di un anno fa, con una ragazzina violentata nella zona dietro alla stazione di Ferrovie Nord dopo essere stata avvicinata sui social.

Il progetto

“Follow me” è la storia di una ragazza ventenne che accetta l’amicizia social da uno sconosciuto che poi la perseguita. «Il racconto – si legge nella presentazione –  rinuncia agli stereotipi della violenza fisica per costruire la tensione attraverso il senso di vulnerabilità, controllo e invasione della sfera privata. Quella di essere osservati senza saperlo». L’ex assessore Alessandro Albani, ideatore dell’iniziativa, ne spiega il senso: I social sono un valore aggiunto per la comunicazione e l’informazione, ma occorre avere consapevolezza dei rischi e dei pericoli che comportano. Le cronache dimostrano come gli adescamenti possano sfociare in episodi molto gravi». Un tema di forte impegno sociale, dunque, come gli altri tre corti di Albani dedicati rispettivamente all’abbandono degli animali, alla violenza e al riscatto.

Il cast

In scena un cast di giovani diplomati dell’Icma, l’istituto cinematografico Michelangelo Antonioni di Busto Arsizio. Tra le “guest star” ci sono lo stesso Albani nei panni del padre della protagonista, ma anche l’assessore alla cultura di Gallarate Claudia Mazzetti, al debutto al cinema, nel ruolo della madre della ragazza adescata. «È lodevole sensibilizzare su questo tema, soprattutto i più giovani – sottolinea Mazzetti – i ragazzi usano tantissimo i social, ma spesso non ne vedono il potenziale pericolo e quello che possono nascondere, pertanto è giusto allertarli e far capire loro che non è tutto oro quello che luccica».

Lampi Blu

Recita un cameo anche Paolo Macchi, fondatore di Lampi Blu, l’associazione che ha sostenuto la produzione del corto. «Promuoviamo progetti di legalità e cultura della legalità nelle scuole, e poter avere uno strumento come questo, tra l’altro confezionato senza scene di nudo, violenze o linguaggio volgare che potrebbero creare problemi nelle scuole, per noi è importantissimo. Abbiamo accolto questo progetto con grande entusiasmo». L’obiettivo ora è presentare il corto a settembre alla festa di Lampi Blu da Erba Fina a Busto Arsizio, per poi distribuirlo nelle scuole per la sensibilizzazione sul tema dei rischi social.

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