A Busto con Tovaglieri e Giordano in 300 scandiscono: «Re-mi-gra-zio-ne»

BUSTO ARSIZIO – «Diciamolo tutti insieme: Re-mi-gra-zio-ne, re-mi-gra-zio-ne!». Mario Giordano inizia l’incontro – oggi, lunedì 13 luglio – al parco Cossetto pigiando il piede sull’acceleratore e invitando il pubblico a ripetere con lui «re-mi-gra-zio-ne». E i 300 (forse qualcuno in più) lo seguono e scandiscono «questa parola – dice il giornalista – che fa paura, quando invece è la cosa giusta. E diciamolo, la remigrazione si deve fare se vogliamo difendere la nostra società e la nostra cultura».

Tovaglieri: «In Lega, io la prima a parlare di remigrazione»

E se Giordano apre col botto, Tovaglieri in chiusura sfodera la lettera d’impegno indirizzata al ministro Piantedosi e firma Il Patto Remigrazione: «Svezia e Danimarca stanno tracciando la traiettoria per avviare la remigrazione. Stiamo parlando di due Paesi che la sinistra ha sempre preso come punti di riferimento per le politiche immigratorie. Oggi, stanno cambiando posizioni con nuove leggi».

«Spiego a Piantedosi cos’è la remigrazione»

Tovaglieri ha aggiunto: «In Lega sono stata la prima a parlare di remigrazione e la Lega è un partito di governo e per questo non voglio che la remigrazione resti uno slogan per fare voti facili, come fa qualcuno. Voglio invece, che diventi un punto programmatico e per questo spiego al ministro Piantedosi cos’è la remigrazione e gli propongono il Patto per la Remigrazione».

Il Patto prevede: via il permesso di soggiorno a chi non rispetta le regole; stop ai ghetti etnici e all’islamizzazione e più incentivi alla remigrazione volontaria. «È arrivato il momento di un nuovo patto sociale che permetta all’Italia di difendersi dall’immigrazione incontrollata. E la Lega deve fare proposte concrete e assumersi le responsabilità», ha detto Tovaglieri prima di firmare la lettera d’impegno indirizzata a Piantedosi.

La Lega remigrante

Ci sono tanti leghisti, arrivati da tutta la provincia, con il segretario provinciale della Lega Andrea Cassani in prima fila. Ma anche vannacciani (tra questi, Massimiliano Nardi). E Giordano non frena: «Quando Isabella Tovaglieri mi ha detto di venire a Busto a parlare di remigrazione, non ci volevo credere. E invece sono contento, perché finalmente questo termine non fa più paura. Isabella Tovaglieri è stata la prima a parlare di remigrazione. Prima anche del generalissimo Roberto Vannacci. E l’ha fatto in questa terra, dove la gente ha chiesto, prima di tutti gli altri, il federalismo. E non bisogna fermarsi, perché tutta l’Europa va in quella direzione. Se fino a poco tempo fa si parlava di leggi immigratorie, ora è venuto il momento di parlare di norme remigratorie. E basta con i sofismi della sinistra chic, che afferma che, con la remigrazione, poi più nessuno raccoglie i pomodori. Bene questa sinistra vuole la schiavitù, ecco la verità».

Isabella cita persino Lucio Dalla

Cinque minuti a tutta, Mario Giordano scalda il pubblico e incassa applausi, prima di dare la parola a Isabella Tovaglieri. «Il problema c’è – dice l’europarlamentare – io ho un elettorato trasversale e qui oggi non ci sono pericolosi nazifascisti xenofobi. Oggi qui ci sono tante persone per bene, gente comune. E guardando il pubblico mi viene in mente la canzone di Dalla “Disperato, erotico stomp” (che, garantiamo, non parla di remigrazione ndr) nel passaggio in cui dice che “l’impresa eccezionale è essere normale“. Perché negli ultimi tempi si viene subito etichettati quando si sostengono idee che dovrebbero essere normali nella nostra società e che invece sono contrarie al politicamente corretto che ci vogliono imporre».

Attacco all’Europa dei benpensanti

Tovaglieri mette a segno anche un attacco all’Europa: «Ho ricevuto un richiamo ufficiale dalla presidente del parlamento europeo solo perché ho osato dire che i fondi destinati alle politiche per l’integrazione non sono stati utili. Per vedere la realtà sarebbe stato sufficiente andare in un campo rom di Milano. O in Belgio, dove la situazione è fuori controllo; o in Francia dove i cittadini sono sequestrati nelle loro case. Tutto questo per la sinistra miope che vuole i porti aperti».

Che cos’è la remigrazione?

«Ma diciamolo cos’è la remigrazione – ha detto Giordano – non c’è nessun treno piombato, questo sia chiaro». E Tovaglieri: «La remigrazione non sono i rimpatri, che sono previsti anche dalla nostra legge. La remigrazione è qualcosa di nuovo. Il rimpatrio è lo strumento, ma devono cambiare le ragioni che portano al rimpatrio. Non c’è più compatbilità con alcune culture. Ci sono culture che non sono assimilabili alla nostra. Basta giustificare le culture che considerano la donna alla stregua di un tavolino. Queste persone devono essere remigrate».

Mario Giordano a Busto Arsizio. «La remigrazione? Si deve fare»

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