Boldetti (FI): «Varese è il capoluogo. Busto ormai fa parte dell’hinterland di Milano»

Il gruppo di Forza Italia. Da sinistra: Boldetti, Longhin e Puricelli

VARESE – L’ingresso di Roberto Puricelli, anzi il ritorno nel gruppo consigliare di Forza Italia. Ma anche l’intervento di Luca Boldetti sulla questione di Busto capoluogo di provincia, durante il quale ha chiesto «se abbiasenso considerare ancora Busto Arsizio nella nostra Provincia, e non piuttosto nell’hinterland milanese». E infine, la censura di Stefano Angei nei confronti dell’assessore Andrea Civati sulla questione dello stabile di via Valverde.

Partenza frizzante dell’ultimo consiglio comunale prima della pausa estiva.

Puricelli entra in Forza Italia

Con l’ingresso in Forza Italia di Roberto Puricelli si conclude anche l’esperienza in consiglio della lista Grande Varese – Città Giardino, realtà nata in origine con due anime politiche nell’ultima campagna elettorale. Sigla con la quale Puricelli è stato eletto. A esprimere parole di apprezzamento per il ritorno sono stati i consiglieri Simone Longhini e Luca Boldetti. Orgoglio azzurro.

Ma Busto è ancora provincia di Varese?

A porre la domanda è stato il consigliere comunale di Forza Italia Luca Boldetti. Boldetti in apertura di consiglio fa un veloce excursus storico sulle ragioni che da anni indicano in Varese la città capoluogo o di riferimento del territorio. E, alla luce della proposta avanzata da qualche politico bustocco, sul co-capoluogo Varese – Busto, al termine del suo intervento ha chiesto se «abbia senso considerare ancora Busto Arsizio nella nostra Provincia, e non piuttosto nell’hinterland milanese: lo dimostra il fatto che l’aeroporto di Malpensa, che si trova nella nostra Provincia vicino a Busto, sia internazionalmente conosciuto come l’aeroporto di Milano Malpensa». Orgoglio biancorosso.

L’intervento di Boldetti su Varese capoluogo

Vorrei intervenire, con un po’ di orgoglio varesino, sulla proposta di elevare Busto Arsizio a co-capoluogo della nostra Provincia. E lo faccio per esprimere la mia personale contrarietà.

Non vorrei affrontare questo tema come una rivalità tra Varese e Busto; la questione è un’altra: il capoluogo coincide con il comune più popoloso, o con il centro storico ed istituzionale di un territorio?

Dalla caduta di Castelseprio nel 1287, Varese ha assunto e via via consolidato il ruolo di riferimento politico e amministrativo dell’area. Non è una posizione conquistata solo nel Novecento: lo dimostrano il privilegio del mercato (attivo alla Motta fin dal XI secolo) ed il Tribunale autonomo concessi dai Visconti già nel Trecento; il Palazzo in cui ci troviamo e chi ci abitò; linvestitura a capoluogo di una delle sei province della Lombardia austriaca nel 1786; l’elevazione a Città nel 1816 – cinquant’anni prima di Busto – e infine, nel 1927, la nascita della Provincia, di cui il memoriale Moroni del 1923 gettò le basi.

Varese, oggi, è il baricentro dell’intera Provincia: è sede di Prefettura, Questura, Camera di Commercio, Università dell’Insubria; custodisce due siti patrimonio UNESCO; dà il nome a una delle sette Zone pastorali dell’arcidiocesi di Milano; è il punto di collegamento del nostro territorio con la Svizzera e con l’intera Europa. Piuttosto, si dovrebbe riflettere se abbia senso considerare ancora Busto Arsizio nella nostra Provincia, e non piuttosto nell’hinterland milanese: lo dimostra il fatto che l’aeroporto di Malpensa, che si trova nella nostra Provincia vicino a Busto, sia internazionalmente conosciuto come l’aeroporto di Milano Malpensa.

Per questo chiedo che il Consiglio comunale riaffermi, con serenità ma con convinzione, che Varese merita ancora oggi, come ha meritato per oltre sette secoli, di essere il capoluogo della nostra Provincia.

Slitta la Censura

Salta la discussione della censura del consigliere leghista Stefano Angei nei confronti dell’assessore Andrea Civati in merito allo stabile di via Valverde. Il motivo? La risposta dell’assessore – prevista dal regolamento – arrivata fuori tempo massimo. Angei ha accolto la scelta di Civati di rispondere nel consiglio di settembre, ma ha già fatto sapere che «il contenuto della risposta che mi ha inviato non risponde alla concreta situazione che mi comunicano i cittadini residenti. Non faccio un problema sul ritardo della risposta, ma proprio sui contenuti non veritieri. Ne parleremo a settembre».

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