BUSTO ARSIZIO – Si soffre il caldo nei nidi comunali: protestano i genitori e si accodano educatrici e cuoche, che dall’inizio dell’estate boccheggiano nelle strutture prive di climatizzazione. L’appello all’amministrazione è ad «intervenire subito», perché il timore è che «in futuro sarà sempre peggio» con il riscaldamento globale che incombe. «Il termometro è arrivato a segnare anche 48 gradi in cucina» rivelano alcune dipendenti comunali.
Il caso
«È un inferno». Sono impietose le testimonianze di chi opera all’interno dei nidi e delle materne comunali, costretti ad affrontare l’ondata di caldo di queste ultime settimane. Ventilatori e pale sul soffitto non bastano, così come l’ombra cercata nei giardini esterni. La mensa e il riposo pomeridiano sono i momenti più critici all’interno delle quattro mura delle strutture: «Tiriamo su i bambini bagnati di sudore» racconta un’operatrice. E poi ci sono le cucine, dove neppure i ventilatori si possono usare. L’unica soluzione arrivata finora sarebbe stata quella di stabilire menu con limitato utilizzo del forno per evitare di scaldare ancora di più gli ambienti, umidi e privi di aria condizionata.
Le richieste
Genitori e dipendenti hanno chiesto dei “Pinguini”, i climatizzatori portatili, ma ad oggi non è ancora arrivato nulla. E tra dieci giorni, a fine luglio, anche i nidi chiudono per la pausa estiva. Così educatrici e operatrici delle cooperative si arrangiano come possono, tra gli spruzzini portati da casa e le angurie messe nel frigorifero. Sperando che il calo delle temperature di oggi, 20 luglio, non sia solo temporaneo. Il pressing sul Comune però continuerà: oltre alle segnalazioni già fatte, l’obiettivo è smuovere qualcosa almeno in vista della prossima estate. Per evitare che si ripeta l’inferno.
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