MILANO – Svolta giudiziaria nell’inchiesta sui dossieraggi illegali condotta dalla Procura di Milano, i magistrati hanno formalizzato la richiesta di rinvio a giudizio per 74 persone coinvolte nel secondo filone d’indagine dell’operazione Equalize. Il provvedimento, che segue la chiusura delle indagini preliminari dello scorso aprile, punta i riflettori su una fitta rete di accessi abusivi alle banche dati strategiche dello Stato e sullo spionaggio su commissione.
Nomi eccellenti tra imputati e vittime
Nell’elenco dei soggetti per i quali è stato chiesto il processo figurano i vertici dell’agenzia d’intelligence di via Pattari, a due passi dal Duomo, tra cui l’ex patron Enrico Pazzali e l’esperto informatico Nunzio Samuele Calamucci. Accanto a loro compaiono importanti figure del mondo imprenditoriale e finanziario come il banchiere Matteo Arpe, il direttore degli affari legali di Eni Stefano Speroni e Giacomo Tortu, fratello del velocista azzurro Filippo. La dimensione del fenomeno emerge dal numero record di persone offese individuate dagli inquirenti: ben 832 soggetti che sarebbero stati sottoposti a controlli abusivi e schedature illegali. Tra le presunte vittime figurano volti noti dello spettacolo, del giornalismo e dello sport, come l’atleta olimpico Marcell Jacobs, l’architetto Stefano Boeri, il presidente del Milan Paolo Scaroni, oltre a Selvaggia Lucarelli, Fabrizio Corona, Ricky Tognazzi e Alex Britti.
I filoni stralciati e i primi patteggiamenti
Mentre l’impianto accusatorio principale si avvia verso l’udienza preliminare, la mappa dell’inchiesta ha registrato alcuni distinguo procedurali. La posizione relativa a un generale della Guardia di Finanza, accusato di aver consultato illegittimamente il database “Serpico” dell’Agenzia delle Entrate su sollecitazione di Pazzali, è stata trasferita alla Procura di Roma per competenza territoriale. Parallelamente, sei indagati hanno concordato con i pm la richiesta di patteggiamento, tra cui l’ex consigliere d’amministrazione di Leonardo ed ex socio di Equalize Pierfrancesco Barletta, insieme ad alcuni profili legati al capitolo Number1.
L’infrastruttura del mercato dei dati
L’attività investigativa, condotta sul campo dai Carabinieri del Ros, con la Direzione Nazionale Antimafia e la guida del procuratore Marcello Viola, ha disvelato un sistema che andava ben oltre l’operatività della singola agenzia milanese. Dalle carte emerge l’esistenza di un vero e proprio network nazionale di società e intermediari privati connessi tra loro, capaci di alimentarsi reciprocamente attraverso l’esfiltrazione sistematica di informazioni riservate dai database delle forze dell’ordine. Un presunto mercato parallelo in cui venivano commissionate analisi reputazionali e dossieraggi su misura, dai contrasti interni ai team dell’atletica leggera fino alle verifiche riservate commissionate da vertici aziendali.
