Tour: Carapaz in trionfo a Orcieres. Domani sarà battaglia sull’Alpe d’Huez

Tour Carapaz vince Orcieres
Richard Carapaz, 33 anni, in trionfo a Orcieres (Sirotti)

Richard Carapaz in trionfo nella 18a tappa del Tour, a Orcieres-Merlette. Per la “Locomotora del Carchi”, ecuadoriano, 33 anni,  è il 25° successo in carriera dove brilla l’oro olimpico di Tokyo, la maglia rosa del giro 2019, oltre a 4 tappe al Giro, tre alla Vuelta e un’altra alla Boucle. Con il contratto con la Ef in scadenza sarà ddi certo un corridore molto corteggiato… e pagato. Alle sue spalle finisce un corridore che sta facendo una seconda parte di Tour straordinaria, lo svizzero Mauro Schmid: vittoria a Belfort venerdì scorso, secondo in volata ieri dietro a Philipsen e davanti a Kooij, oggi di nuovo secondo in una tappa con quattromila metri di dislivello.

La classifica

E i migliori di classifica oggi cosa hanno fatto? Nulla, praticamente. Hanno lasciato andare la fuga pensando forse alle tremende due tappe che sono in programma prima di Parigi. In pratica quella odierna è stata la classica (noiosa, ma gli esperti dicono che sia inevitabile ci siano) tappa nella tappa, con due corse distinte: una per la vittoria di giornata, l’altra per la classifica. Lo sloveno Tadej Pogacar è sempre maglia gialla con 4’32” di vantaggio sul belga Remco Evenepoel. Terza posizione per Isaac Del Toro, a 6’51”, quindi Seixas a 7’11” e Ayuso a 9’22”. Deciso allungo invece per Mads Pedersen nella classifica a punti (maglia verde): ora i punti di vantaggio su Philipsen sono 32.

La tappa di domani

Eccola la tremenda Alpe d’Huez, lo spauracchio di questa edizione del Tour, traguardo di tappa sia domani che sabato. Si comincia con la frazione che parte da Gap. 128 km e 3.500 metri di dislivello. Niente, verrebbe da dire rispetto a quello che attende i corridori sabato quando i metri di ascesa saranno duemila in più. Domani, intanto, si parte in salita con il Col de Bayard (2a cat.), quindi Col du Noyer (1a cat.) e il Col d’Ornon (2a cat.) prima delle rampe finali che portano al traguardo “hors categorie”: 13,7 km all’8,1%.

Pogacar (bianco), Vingegaard (giallo) e Thomas sull’Alpe d’Huez 2022 (Sirotti)

I tempi

Per restare al ciclismo recente, l’Alpe è la montagna dove nel 2018 venne fatto cadere Vincenzo Nibali, che fu costretto al ritiro per la frattura di una vertebra. L’ultima volta che si è saliti, invece, è stata nel 2022. Pogacar, Vingegaard (che vinse il Tour) e Thomas furono i più veloci (la tappa però se la aggiudicò Pidcock) e scalarono i famosi 21 tornanti in 39’08”. Nel 1995 Pantani, per il suo primo successo al Tour, salì in 36’40”.

 

L’altimetria della 19a tappa del Tour 2026

 

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