Il controllo antidoping alle 2 di notte poi, in corsa la caduta e il ritiro: un 19 luglio da dimenticare per Jonas Vingegaard. Clamoroso controllo antidoping notturno, alle 5, a cui è stato sottoposto anche Tadej Pogacar.
Curva fatale
Al danese, vincitore del Giro e secondo in classifica, è fatale una rotonda con curva a destra. Vingegaard la prende a ruota di quattro compagni di squadra, ma è troppo lungo. Forse salta sullo spartitraffico, forse pinza i freni troppo forte, fatto sta che cade all’interno e picchia con forza la spalla destra sull’asfalto. Si mette subito seduto ma si capisce che da la sua corsa è finita. Si tocca la spalla, testa leggermente inclinata. Gli altri caduti dietro di lui, tra questi Del Toro, ripartono. Lui resta a terra e aspetta l’ambulanza. Gli viene messo un tutore, ma anche salire sul mezzo di soccorso è sofferenza. Game over: clavicola rotta dovrà essere operato.

I controlli notturni
Fino a quel momento la notizia più importante di giornata, più ancora della cronaca, era legata ai controlli antidoping nel cuore della notte: alle 2 a Jonas Vingegaard, alle 5 a Tadej Pogacar. Controlli, eseguiti dall’Ita (International Testing Agency), mirati, chirurgici. Controlli che, per legge, sono il chiaro segnale di un sospetto pesante, grave.
I “gravi e concordanti sospetti”
I controlli antidoping a sorpresa sono ormai di routine, ma il protocollo Adams, utilizzato dalla Wada per il monitoraggio degli atleti, consente i controlli tra le 5 e le 23. Però attenzione: in Francia, un’ordinanza del 2016 stabilisce che “le operazioni di controllo possono svolgersi presso il domicilio o il luogo di alloggio di un atleta anche tra le 23 e le 6, nel rispetto della sua vita privata e della sua intimità, qualora l’atleta faccia parte del gruppo target di un organismo sportivo internazionale o di un’organizzazione nazionale antidoping straniera oppure partecipi a una manifestazione sportiva internazionale”. Il punto cardine dello stesso articolo del Codice dello Sport (L232-14-1) è il seguente: “Quando il controllo viene effettuato tra le 23 e le 5, devono inoltre sussistere, a carico dell’atleta, gravi e concordanti sospetti che egli abbia violato o stia per violare le disposizioni del presente capitolo e un rischio di scomparsa delle prove”.

Super Remco
Chi oggi merita grandissimi applausi è Remco Evenepoel che, dopo due vittorie di tappa nelle crono, vince la sua prima tappa in linea. Nell’arrivo a tre, sull’inedito (per gol Tour) Plateau de Solaison, il belga rintuzza prima un debole attacco di del Toro poi si lancia e resiste al ritorno della maglia gialla. Senza dubbio questo è il miglior Evenepoel di sempre in salita visto che per la prima volta, su un’ascesa dura e lunga (circa 40 minuti di sforzo) riesce a tenere le ruote di Pogacar. Una maglia gialla che oggi non è sembrata quella dei giorni migliori, come ieri per esempio, forse proprio per i controlli di cui parlavamo. A questo proposito, prima del via, lo sloveno aveva rilasciato questa dichiarazione: “Ho dormito quattro ore. Di solito vengono la mattina presto, stavolta hanno anticipato ulteriormente”.
La classifica
Tadej Pogacar intanto prosegue indisturbato la sua corsa in giallo verso Parigi. Dopo il trionfo di oggi e il ritiro di Vingegaard , Evenepoel sale in seconda posizione a 5′ esatti; Del Toro, che strappa la maglia bianca a Seixas diventa 3° a 5’58”; io francese è 4° a 6’23”, quindi Lipowitz a 6’48” e Ayuso a 7’28”. Domani il Tour prevede il secondo giorno di riposo.
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