Vince Pogacar; e chi se no? Lo sloveno in maglia gialla trionfa anche nella 14a tappa del Tour. Un dominio assoluto per il quarto successo in questa Boucle, il 25° in assoluto. Uno strapotere imbarazzante e persino difficile da spiegare, da raccontare. C’è solo lui un corsa, eppure i suoi avversari sono campioni e vanno fortissimo anche se tatticamente sono degli asini. In classifica non serve nemmeno più far calcoli. Questo non solo per l’abissale divario di tempo tra la maglia gialla e suoi rivali, quanto per la supremazia assoluta che lo sloveno dimostra. Dopo due settimane di corsa Pogacar non è stato messo in difficoltà neppure per un secondo. E da qui a Parigi, dove domenica 26 si concluderà la corsa, la situazione non potrà cambiare. Un libro già scritto; che si avvincente… no.
Coraggio Carapaz
Pidcock, gran protagonista ieri, sente la fatica e sotto il forcing di Benoot per Seixas si stacca dai primi a 16 km dal traguardo. Si stacca anche Yates (che servirà domani) e a Pogacar resta solo Del Toro, Non è un problema. Vingegaard ritrova un Kuus brillante e la cosa induce i Visma all’ennesimo errore strategico. L’americano viene messo a tirare, soffre Ayuso ma tiene le ruote. Davanti a tutti c’è Carapaz che di grinta va a caccia della vittoria di tappa.
Il disastro Vingegaard
A 5,2 della vetta del Col du Haag si tira da parte Kuus, Pogacar si guarda attorno come per chiedersi cosa stiano facendo i suoi rivali, Lipowitz prova a partire. Il tedesco si porta dietro Seixas e Vingegaard chiude. Il danese prosegue di passo con la maglia gialla a ruota. Ma Jonas dove vai? Se pensi di mettere in difficoltà così lo sloveno hai sbagliato a capire. Così diventi una specie di ultimo uomo per l’iridato. Se invece corri guardando dietro e l’obiettivo è fare fuori Evenepoel per un piazzamento sul podio allora la tattica, a. Essere generosi, potrebbe essere corretta. Perché Remco, che è a 30 secondi in classifica, va in sofferenza e si stacca. Però bisogna ricordare che finora Evenepoel si è sempre staccato sulle salite dure e forse fare un forcing per farlo saltare non era neppure tanto necessario anche perché poi il belga è bravo a gestirsi e rientrare. Vingegaard intanto prosegue la sua azione scriteriata con Pogacar sereno a ruota. È evidente che il danese vada a schiantarsi contro il muro sloveno. Infatti appena viene ripreso Carapaz, a 2,2 km dalla vetta, parte Pogacar. Per i suoi avversari è il buio.
Seixas in bianco
Negli ultimi metri Del Toro mette il turbo per la doppietta Uae. Terzo posto per un bravissimo Seixas che si prende ramaglia bianca di miglior giovane, Vingegaard chiude 4° a 44”. In pratica si è demolito per guadagnare 4” su Evenepoel e 6 su Ayuso e Lipowitz.
La tappa di domani
Domenica 19 luglio è in programma la Champagnole-Plateau de Solaison. È la 15a frazione della Boucle: 183 km e 4.000 metri di dislivello con arrivo in salita. La prima ascesa è la Cote de Rousses, 6,6 km al 5,1% medio, gpm di 3a categoria; segue il Col de la Croisette, un gpm di 1a cat. non molto lungo – solo 4,7 km – ma assai duro con una pendenza media dell’11,2%. Il 3° gpm è il Col du Mont, un 3a cat. di 2,1 km all’8,3%. La scalata finale è “hors categorie”: 11,3 km al 9% per arrivare ai 1.508 metri di Plateau de Solaison. I primi quattro chilometri, sempre in doppia cifra, sono i più duri. In solo favorito: Tadej Pogačar. Lunedì, invece, il secondo giorno di riposo.
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