VARESE – Si è conclusa nel segno del grande successo di pubblico l’edizione numero 17 di “Tra Sacro e Sacro Monte”, la rassegna teatrale che nei mesi di giugno e di luglio ha trasformato la Via Sacra, il santuario e alcuni quartieri cittadini in un palcoscenico sospeso tra arte, cultura e spiritualità. Il travolgente spettacolo con Ambrogio Sparagna, l’Orchestra Popolare Italiana e il Coro Santa Maria del Monte immerso nella bellezza e nella natura della XIV Cappella, è stato la degna conclusione di una rassegna che, dedicata agli 800 anni dalla morte di san Francesco, ha legato l’immagine del poverello di Assisi alla magnificenza del creato.
Giovani protagonisti
L’edizione 2026 ha visto un’affluenza importante ed eterogenea di pubblico registrando molte serate di tutto esaurito. Tra le note più liete e innovative l’esperienza del workshop “Capolinea Sacromonte”, che si è rivelata incredibilmente proficua per i partecipanti, per gli organizzatori e per gli spettatori. Un laboratorio che ha infranto gli schemi tradizionali, consentendo ai più giovani di avvicinarsi da protagonisti al linguaggio del teatro. Grazie a questa formula inedita i ragazzi hanno potuto lavorare a stretto contatto con un attore di primo piano della scena nazionale e con una firma autorevole della drammaturgia contemporanea. Un confronto vivo e biunivoco in cui professionisti e giovani si sono messi in gioco, sperimentando un format mai tentato prima e regalando alla rassegna una linfa vitale e uno sguardo fresco sul presente.
Grandi spettacoli a prezzi popolari
L’Associazione Tra Sacro e Sacro Monte esprime profonda gratitudine a tutti gli enti, le istituzioni e i sostenitori che rappresentano la vera colonna portante della manifestazione. «È grazie al loro impegno e alla loro fiducia se oggi è possibile proporre cartelloni importanti a un prezzo accessibile e popolare, rendendo la cultura un bene inclusivo e condiviso. Un supporto che ha permesso a questa realtà di diventare tanto longeva». Il ringraziamento va anche alla comunità del Sacro Monte, a don Eros Monti, arciprete di Santa Maria del Monte, per la preziosa disponibilità e alla Fondazione Paolo VI per il costante e fondamentale contributo.
Appuntamento al 2027
«Il Sacro Monte è prima di tutto un luogo sacro e un patrimonio mondiale Unesco, un bene prezioso che merita di essere custodito, protetto e rispettato con la massima delicatezza», rimarca Andrea Chiodi, direttore artistico del festival. «Nella misura in cui ci è possibile, il nostro obiettivo è quello di valorizzarlo al massimo, facendo in modo che la bellezza dell’arte scenica entri in risonanza con la sacralità e la storia del borgo. Vedere questo luogo vivo, frequentato ed emozionato è la ricompensa più grande. L’appuntamento è già fissato per l’estate, del 2027 quando avremo 18 anni. Una promessa possiamo già farla: continuare a far risuonare il grande teatro nel borgo dove l’arte incontra il sacro».
Ambrogio Sparagna chiude “Tra Sacro e Sacro Monte” con il Canto delle Creature
tra sacro e sacro monte arte – MALPENSA24
