Strage Mottarone, causa civile: Nerini rinuncia alla Cassazione

Stresa funivia causa civile
Si è chiuso con un nulla di fatto la causa civile intentata dal gestore della Funivia del Mottarone contro il comune di Stresa

STRESA – Si chiude senza approdare al giudizio di terzo grado il contenzioso civile tra le Ferrovie del Mottarone e il Comune di Stresa.

La società concessionaria dell’impianto precipitato nel maggio 2021 — oggi in liquidazione da parte dell’ex titolare Luigi Nerini, che lo scorso settembre ha patteggiato 3 anni e 10 mesi per la strage in cui morirono 14 persone — ha rinunciato al ricorso in Suprema Corte.

A confermarlo è il neosindaco di Stresa, Luca Gemelli, che ha seguito l’evolversi della vicenda legale.

Il ricorso e le spese legali

A decretare la parola fine è stato il provvedimento della seconda sezione civile della Cassazione, pubblicato il 6 luglio. La società parte ricorrente non ha infatti richiesto la decisione del ricorso entro i termini prescritti dalla proposta di definizione inviata dalla stessa Corte.

Di conseguenza, il procedimento è stato dichiarato ufficialmente “estinto per rinuncia”. Oltre alla rinuncia, la società Ferrovie del Mottarone è stata condannata a rimborsare al Comune di Stresa 6.950 euro per le spese legali sostenute.

La lite sul canone da 143mila euro

La contesa legale correva in parallelo al procedimento penale ed era nata all’indomani della tragedia. L’amministrazione comunale di Stresa aveva deciso di sospendere l’erogazione del canone annuale di 143.000 euro versato alla società, contestando il mancato rispetto degli obblighi contrattuali relativi alla manutenzione e alla sicurezza dell’impianto.

I legali di Nerini avevano impugnato il provvedimento sostenendo una tesi diversa.

Secondo la difesa, quei soldi non rappresentavano il pagamento per la gestione della funivia, ma la quota di restituzione di un prestito che il privato aveva accordato al Comune nel 2015 per finanziare i lavori di ristrutturazione.

Le sentenze a favore del Comune

Una ricostruzione che non ha mai convinto i giudici. Già nel novembre 2022 il Tribunale civile di Verbania (sentenza del giudice Vittoria Mingione) aveva respinto le pretese della società. Gli avvocati di Nerini dello studio Bucchi di Reggio Emilia avevano tentato la strada del secondo grado, ma nel gennaio scorso la Corte d’Appello di Torino aveva confermato in pieno la legittimità delle decisioni prese dal Comune di Stresa.

Il sindaco: «Nessun accordo»

«Il passo indietro della controparte non nasce da alcun accordo con la nostra amministrazione», tiene a precisare il primo cittadino Luca Gemelli.

Resta ora da capire quali saranno le prossime mosse dell’ex concessionario: la difesa, in recenti dichiarazioni, ha infatti lasciato intendere di voler intraprendere altre strade procedurali, sulle quali lo stesso sindaco esprime interrogativi.

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