Pascoli più sicuri in provincia di Varese: regole e strumenti per prevenire incidenti

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VARESE – Una risposta coordinata alle problematiche riscontrate in passato. Ats Insubria e Prefettura hanno siglato questa mattina, martedì 28 luglio (qui sotto il video), una circolare che definisce le linee di indirizzo e coordinamento istituzionale per la gestione delle criticità connesse alla pratica del pascolo vagante sul territorio di Varese. Una serie di regole che dovranno essere rispettate dai pastori nello svolgimento della propria attività in provincia.

Il caso del runner aggredito

Il documento, messo a punto da Prefettura e Ats in sinergia con Regione Lombardia e le amministrazioni comunali, nasce proprio a seguito dei numerosi episodi segnalati dai Comuni, in particolare nell’area sud del territorio, che hanno evidenziato problematiche legate alla sicurezza delle comunità, alla tutela della viabilità, alla salvaguardia ambientale e al rispetto delle norme sanitarie e di tracciabilità degli animali. «La circolare – ha esordito il direttore generale di Ats Insubria Salvatore Gioia – mette insieme tutto ciò che è necessario affinché una tradizione come quella delle greggi che transitano nel nostro territorio possa essere garantita in piena sicurezza. Nel recente passato si sono create situazioni che abbiamo gestito al meglio con tavoli istituzionali: questi fatti ci hanno determinato ad aggiornare le nostre indicazioni per avere una collaborazione stretta tra forze dell’ordine ed enti locali». Il direttore del Dipartimento veterinario di Ats Insubria Marco Magrini a tal proposito ha ricordato l’episodio del runner aggredito un paio d’anni fa sulla pista ciclabile del Lago di Varese da alcuni cani pastore. «Abbiamo ricevuto anche altre segnalazioni da alcuni sindaci in merito a greggi vaganti che entravano in zone coltivate o in alcuni parchi creando problemi ambientali». Quindi sull’eccezionalità del documento firmato a Varese: «Questa è una circolare che non esiste in altre parti d’Italia, è la prima Ats che predispone un modello del genere».

9 greggi in provincia 

L’analisi condivisa tra istituzioni ha evidenziato situazioni di particolare rilevanza: aggressioni da parte di cani da guardiania non adeguatamente controllati, transiti di greggi in prossimità di strade e infrastrutture ferroviarie, occupazioni improprie di aree pubbliche o private, danni a ecosistemi protetti e presenza di capi vaganti privi dei necessari sistemi di identificazione. «Sono grato al Dipartimento veterinario e alla Direzione generale di Ats Insubria per la sensibilità che hanno su questi temi, perché oltre al benessere dei cittadini e degli animali si tutela anche l’ordine e la sicurezza pubblica», ha sottolineato il prefetto Salvatore Pasquariello. In provincia ci sono 9 greggi con circa 5000 capi di ovini e 600 caprini, a cui si aggiungono altri 5-6 itineranti che dalla provincia di Bergamo transitano anche nel Varesotto. 

Percorsi da registrare

Le linee di indirizzo rafforzano il principio della responsabilità diretta degli operatori zootecnici, prevedendo l’obbligo di registrazione telematica dei percorsi di pascolamento, l’aggiornamento tempestivo di eventuali variazioni e l’adozione di adeguate misure di custodia e contenimento degli animali. Particolare attenzione viene riservata al ruolo dei Comuni, che potranno disciplinare il fenomeno attraverso specifici regolamenti e prescrizioni locali, individuando aree non compatibili con il transito o la sosta delle greggi e definendo misure di tutela per centri abitati, piste ciclopedonali, parchi pubblici e ambiti naturalistici sensibili.

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Da sinistra Gioia, Pasquariello, Magrini e Coerezza

Il recupero degli animali vaganti

Tra le novità operative Ats Insubria ha inoltre strutturato un servizio dedicato al recupero e alla gestione dei capi zootecnici rinvenuti vaganti sul territorio, con reperibilità continuativa e supporto alle amministrazioni locali nelle attività di contenimento, identificazione e custodia temporanea degli animali. «Abbiamo previsto una convenzione con un’associazione, in caso di necessità i comuni possono contattare quest’associazione per il recupero degli animali liberi che possono creare problemi – ha spiegato Magrini – il servizio è operativo da un anno e sta funzionando». Presente per Ats Insubria anche il responsabile igiene urbana veterinaria Umberto Coerezza.

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