NOVARA – Chi pensava che la politica novarese fosse già andata in ferie con le ciabatte ai piedi e la mente ai mojito rimarrà deluso. Tra un secchiello e una paletta, il gruppo consiliare di Futuro Nazionale (Alleanza Novarese) ha deciso di servire all’amministrazione comunale l’aperitivo di benvenuto per il rientro di settembre.
Un cocktail decisamente indigesto per Ivan De Grandis: una nuova mozione di censura che chiede senza troppi giri di parole la revoca della carica di Vicesindaco all’ex assessore allo Sport.
La guerra di posizione, insomma, non si ferma neanche sotto l’ombrellone. Se nei mesi scorsi si puntava a togliere le deleghe all’esponente della giunta — operazione riuscita parzialmente, con un pesante ridimensionamento arrivato dopo una mozione passata per un soffio —, ora il mirino si sposta direttamente sulla poltrona da numero due di Palazzo Cabrino.
Il dossier delle doglianze: dal Piola al Terdoppio
Il testo depositato da Futuro Nazionale si presenta come un vero e proprio “J’accuse” contornato da richiami alla Costituzione e al Testo unico degli enti locali.
La lista delle contestazioni ripercorre le vicende più calde degli ultimi mesi, partendo dalla gestione definita “improvvisata” della nuova palestra per la Libertas fino alle serrande abbassate al complesso del Terdoppio, bollata come una chiusura forzata tutt’altro che casuale.
Non mancano i passaggi sui pasticci logistici al campo di via Spreafico, l’ombra dei debiti fuori bilancio legati alla cronicizzazione debitoria di diverse società sportive e la stoccata finale sulla gestione dei lavori allo stadio Silvio Piola, dove si contesta l’inosservanza delle norme ambientali durante la rimozione del vecchio prato erboso.
Un quadro complessivo che, secondo i promotori dell’iniziativa, disegna un’inadeguatezza ormai sistematica.
“Senza deleghe perché fare il Vicesindaco?”
Il cuore politico dello scontro resta però il legame tra le mansioni e la carica. Secondo Futuro Nazionale, il recente taglio delle deleghe incassato da De Grandis è la prova regina del venir meno della fiducia istituzionale.
Il documento rimarca come il ruolo di Vicesindaco non debba trasformarsi in un titolo di rendita garantito da compromessi di partito maturati fuori dal municipio.
A pesare nel ragionamento è anche l’aspetto dell’indennità economica integrativa prevista per il ruolo di vice.
Tradotto dal linguaggio burocratico: se le competenze operative sono state drasticamente ridotte, per quale motivo si dovrebbe mantenere la carica di rappresentanza con relativo compenso economico?
Settembre caldo tra opposizioni e franchi tiratori
La palla passa ora alle valutazioni del sindaco, formalmente chiamato a revocare la nomina ex articolo 46 del TUEL, ma il vero banco di prova si avrà alla riapertura dei lavori in aula a fine estate.
Gli equilibri all’interno del Consiglio Comunale promettono scintille. Sarà da decifrare l’atteggiamento del Partito Democratico di fronte al nuovo affondo interno al centrodestra, ma soprattutto si guarderà con attenzione alla truppa dei franchi tiratori che già durante la precedente votazione avevano fatto tremare la maggioranza.
Le sedute prima della pausa estiva sono terminate (tranne l’appendice di IV commissione domani pomeriggio ancora sulla vicenda della palestra fitness del Terdoppio) ma a Palazzo Cabrino il clima politico resta infuocato.
