MILANO – Si è tenuto oggi, mercoledì 29 luglio, a Palazzo Lombardia il Tavolo regionale per la crisi idrica, alla presenza degli assessori all’agricoltura, sovranità alimentare e foreste Alessandro Beduschi, agli enti locali, montagna, risorse energetiche e utilizzo della risorsa idrica Massimo Sertori e all’ambiente e clima Giorgio Maione.
Oggi il bacino del Ticino registra un deficit idrico del -59,9% rispetto alla media storica. Il Lago Maggiore si trova a un livello di soli +39 cm sullo zero idrometrico, pari ad appena il 6% del riempimento utile, a causa di afflussi in ingresso crollati a 70 metri cubi al secondo a fronte di una media storica del periodo di 300 m³/s. Di conseguenza, l’erogazione attuale nel fiume Ticino è pari a soli 67 m³/s, coprendo appena il 27% delle competenze e dei fabbisogni irrigui del territorio.
Garavaglia: «Situazione estremamente delicata»
La seduta odierna del tavolo dedicato ha fatto il punto della situazione e pianificato le prossime azioni strategiche, ponendo massima attenzione all’area dell’Est Ticino Villoresi, territorio particolarmente critico in quanto direttamente alimentato dal Lago Maggiore. «Il dialogo con la Regione Piemonte, il Canton Ticino e i concessionari idroelettrici è costante e serrato, affinché dal Lago Maggiore e dai bacini montani si possano ricevere quantitativi d’acqua aggiuntivi da destinare alle nostre comunità agricole – riferisce il consigliere regionale Christian Garavaglia – Dall’inizio della stagione irrigua (1° maggio-28 luglio) il bacino del Ticino ha garantito uno sforzo enorme erogando complessivamente 1.578 milioni di metri cubi d’acqua, segnando un incremento del +30,7% rispetto allo stesso periodo dell’anno di grande siccità del 2022. Questo ha permesso di salvare i primi raccolti, ma la situazione resta estremamente delicata per i secondi raccolti e, in particolare, per le risaie.
«Per questo motivo – prosegue Garavaglia – il tavolo idrico ha chiesto all’assessore Sertori di farsi parte attiva affinché si sollecitino gli aiuti sia dalla Svizzera, nei cui serbatoi alpini del bacino risiedono circa 190 milioni di metri cubi d’acqua, sia dai concessionari italiani come Enel. Al contempo, Regione Lombardia sta istruendo di concerto con la Regione Piemonte la richiesta di deroga al Deflusso ecologico (DE) sul fiume Ticino, per ridurlo da 17 m³/s ad un minimo di 14 m³/s. Ogni metro cubo d’acqua recuperato con queste azioni consentirà di sostenere la portata dei canali dell’Est Ticino Villoresi e contenere i danni alle colture prima del termine della stagione irrigua, previsto per i primi giorni di agosto».
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