VARESE – «Non si tratta di una semplice bravata. È un fatto gravissimo e minaccioso che si inserisce in un clima sempre più preoccupante». Emanuela Lozza, segretaria cittadina del Partito Democratico, interviene dopo le scritte ingiuriose nei confronti del sindaco Davide Galimberti alla piscina di via Copelli.
La nota del PD
Solidarietà al sindaco Galimberti. Urgente fermare il clima di odio che avvelena il confronto politico
Il Partito Democratico di Varese esprime solidarietà al sindaco Davide Galimberti per il grave episodio vandalico avvenuto alla piscina di via Copelli, dove è comparsa una scritta insultante nei suoi confronti.
Non si tratta di una semplice bravata. È un fatto gravissimo e minaccioso che si inserisce in un clima sempre più preoccupante, nel quale l’insulto personale, l’intimidazione e la delegittimazione stanno progressivamente sostituendo il confronto democratico.
Solo pochi giorni fa, sui social network, erano comparsi commenti di inaudita violenza nei confronti del sindaco Galimberti, con espressioni offensive e inquietanti che nulla hanno a che vedere con il legittimo diritto di critica. Oggi assistiamo a un nuovo episodio che rappresenta un ulteriore salto di qualità in questa spirale di odio.
Quanto sta accadendo a Varese non è un caso isolato. In tutta Italia il dibattito pubblico è sempre più spesso contaminato da linguaggi aggressivi, campagne di odio e intimidazioni rivolte agli amministratori, alle amministratrici e a chi ricopre incarichi pubblici. È una deriva che deve preoccupare tutte le forze democratiche, indipendentemente dall’appartenenza politica.
La possibilità di contestare le scelte amministrative dei proprio avversari politici è il sale della democrazia. Ma gli insulti, le minacce e gli atti vandalici non sono mai opinioni: sono un attacco alle persone e alle istituzioni.
Per questo ci aspettiamo che tutte le forze politiche della città condannino senza ambiguità quanto accaduto. In particolare chiediamo ai gruppi di minoranza presenti in consiglio comunale a Varese di prendere una netta e pubblica distanza da questi episodi e dal clima di odio che alimentano. In un momento come questo non possono esserci equivoci né silenzi. Difendere il rispetto delle persone e delle istituzioni significa difendere la nostra democrazia.
E al nostro sindaco diciamo: avanti così Davide. Per quanto brutto e offensivo, nessun insulto può cancellare la qualità del lavoro fatto finora.
