GALLARATE – «Non ci sentiamo sconfitti, vediamo con speranza la volontà del Comune rivolgersi a un esperto, anche se, a volte, ci sembra di scontrarci contro un muro di gomma». Così dal Comitato Case Peep di Gallarate commentano quanto emerso dalla Commissione Pianificazione Territoriale ospitata lo scorso mercoledì 16 settembre nella sala consiliare di Gallarate.
Comune fermo sulle sue posizioni
«Ci sembra che la situazione si sia un po’ cristallizzata», spiegano dal Comitato. «Comprendiamo che, negli anni, ci siano state parecchie modifiche alla normativa e che alcune di queste si siano sovrapposte, andando anche a confliggere fra di loro. Abbiamo però l’impressione che il Comune sia rimasto fermo sulle sue posizioni, dando risposte molto evasive alle nostre istanze». L’incontro di mercoledì, infatti, aveva fatto seguito alla richiesta formalizzata lo scorso luglio da Pd, Città e Vita e Margherita Silvestrini Sindaco, con cui i gruppi di minoranza chiedevano di fare piena luce sui criteri utilizzati dal Comune per il calcolo dei valori di affrancazione degli immobili convenzionati. Lo scorso 10 luglio, inoltre, la Segreteria generale aveva trasmesso ai capigruppo la documentazione predisposta dal Comitato, già inviata al sindaco Andrea Cassani il 5 giugno, relativa all’affrancazione dai vincoli delle convenzioni Peep in diritto di proprietà stimulate prima del 1992.
Scarsa fiducia nel Dl Romeo
Ci sono «ben poche speranze», invece, che a sbloccare la situazione possa essere il disegno di legge presentato in Senato a gennaio dal leghista Massimiliano Romeo. «Oggi – aveva commentato il senatore – cittadini e amministrazioni locali si trovano intrappolati in procedure farraginose, tempi indefiniti e criteri di calcolo disomogeneiche generano incertezza, contenziosi e paralisi del mercato immobiliare. Con la nostra proposta aggiorniamo la legislazione. Prevediamo tempi certi per le risposte dei Comuni, la possibilità per i singoli proprietari di attivarsi direttamente, un tetto massimo chiaro e uguale su tutto il territorio nazionale». Da allora, però, sono passati ben 8 mesi, e ancora non si hanno accenni a una possibile calendarizzazione in Parlamento.
Gallarate, Case Peep. Cassani: «Chiederemo il parere di un esperto»
