Gallarate, Case Peep. Cassani: «Chiederemo il parere di un esperto»

Gallarate Case Peep costi

GALLARATE – «Siamo consapevoli che ci sia un problema, per risolverlo possiamo affidarci al parere di un legale che dia un supporto giuridico ai nostri uffici e ci permetta di capire se le norme possano essere interpretate diversamente da come accade». È il piccolo spiraglio lasciato aperto dal sindaco di Gallarate, Andrea Cassani – nel corso della Commissione Pianificazione Territoriale ospitata questa sera, mercoledì 16 settembre, in sala consigliare – sulla riduzione dei costi di affrancazione delle Case Peep. «La sua valutazione, però, potrebbe anche essere più severa di quella dei nostri tecnici», mette in guardia.

Gli antefatti

L’incontro di questa sera fa seguito alla richiesta formalizzata lo scorso luglio da Pd, Città e Vita e Margherita Silvestrini Sindaco, con cui i gruppi di minoranza chiedevano di fare piena luce sui criteri utilizzati dal Comune per il calcolo dei valori di affrancazione degli immobili convenzionati. A firmare il documento erano stati i consiglieri di opposizione Giovanni Pignataro, Domenico Del Bene, Carmelo Lauricella, Margherita Silvestrini, Gianpaolo Bonetti, Cesare Coppe e Michele Bisaccia, chiedendo la convocazione congiunta delle commissioni Pianificazione Territoriale e Bilancio e Partecipate. I consiglieri ricordavano, inoltre, come lo scorso 10 luglio la Segreteria generale avesse trasmesso ai capigruppo la documentazione predisposta dal Comitato Peep Gallarate, già inviata al sindaco Andrea Cassani il 5 giugno, relativa all’affrancazione dai vincoli delle convenzioni Peep in diritto di proprietà stimulate prima del 1992.

Il caso di Gallarate

A Gallarate, infatti, l’esplosione dei costi per il riscatto delle abitazioni Peep acquistate tra gli anni Settanta e Novanta è un problema particolarmente sentito. In città, sono 37 i complessi immobiliari coinvolti, per un totale di quasi 1.500 appartamenti: una concentrazione senza pari in tutta Italia. Tanto che, da mesi, i proprietari si sono riuniti in un comitato per darsi man forte l’un l’altro e cercare di capire come affrancarsi dai vincoli che impediscono a molti di vendere le abitazioni.
Sullo sfondo, rimane anche il disegno di legge presentato in Senato lo scorso gennaio dal leghista Massimiliano Romeo. «Oggi – aveva commentato il senatore – cittadini e amministrazioni locali si trovano intrappolati in procedure farraginose, tempi indefiniti e criteri di calcolo disomogenei che generano incertezza, contenziosi e paralisi del mercato immobiliare. Con la nostra proposta aggiorniamo la legislazione. Prevediamo tempi certi per le risposte dei Comuni, la possibilità per i singoli proprietari di attivarsi direttamente, un tetto massimo chiaro e uguale su tutto il territorio nazionale»

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