Bufera in Provincia, Fratelli d’Italia abbandona l’aula: «FI ora deve spiegare»

I Fratelli lasciano l'aula

VARESE – Bufera a Villa Recalcati: Forza Italia e Noi Moderati confermano l’alleanza con il PD e lanciano, di fatto, la ricandidatura di Marco Magrini per la presidenza della Provincia e Fratelli d’Italia, sotto la guida di Marco Colombo, insorge e lascia l’aula. Anche il leghista Sergio Ghiringhelli usa parole dure nei confronti del gruppo La Provincia al centro, ma sceglie di restare in aula «e di votare in maniera convinta a favore del Ptcp, perché questo è un risultato di tutti e non accetto che qualcuno tenti di mettere la medaglietta sul lavoro svolto».

Unanimità in frantumi

Tutto il consiglio provinciale, maggioranza e opposizione, avrebbe votato a favore il Ptcp, nato e sviluppato nel mood della collaborazione trasversale. E così sarebbe andata. Ma a far saltare il banco sono arrivate, prima del voto, le dichiarazioni di voto del dem Fabio Passera, ma soprattutto della Provincia al Centro. Entrambi hanno confermato l’alleanza rosso-azzurra e ricandidato Marco Magrini alla presidenza dell’Ente.

I Fratelli lasciano l’aula

«Non ci aspettavamo di assistere all’apertura della campagna elettorale», ha detto Marco Colombo. Frase che poi il capogruppo di Fratelli d’Italia ha argomentato: «Avremmo votato a favore del piano, ma davanti alla strumentazione politica del risultato da parte di qualcuno non possiamo restare in aula e invito i consiglieri di Fratelli d’Italia a uscire». Si alza Colombo, lo segue Silvio Maiocchi e, con movimenti lenti e che esprimono rammarico per la scelta, segue Franco Compagnoni. Come dire: “Obbedisco, ma non condivido“.

Ma sono di centrodestra?

Colombo poi ha rinviato tutto ai tavoli del centrodestra: «Questa posizione del gruppo La Provincia al centro dovrà essere politicamente spiegata in altre sedi dagli esponenti che hanno in tasca una tessera di partito. Mi auguro di aver compreso male la loro volontà di continuare a essere alleati con il Partito Democratico in Provincia».

Anche Ghiringhelli ha martellato sulla strumentalizzazione politica: «Si deve sapere che questo Ptcp non è frutto del lavoro di qualcuno, ma di tutti. Per questo restiamo in aula, ma condanniamo questo voler fare una volta i civici, un’altra gli amministratori lontani dai partiti e un altra volta gli uomini di bandiera».

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