Carcere di Varese, 96 detenuti per 53 posti: «Servono risorse»

VARESE – La Camera Penale di Varese ha visitato nella mattinata di lunedì 3 agosto la Casa Circondariale cittadina nell’ambito dell’iniziativa nazionale “Ristretti in Agosto”, promossa dall’Unione delle Camere Penali Italiane per mantenere alta l’attenzione sulle condizioni degli istituti penitenziari durante il periodo estivo.

Alla visita hanno preso parte il presidente e il segretario della Camera Penale, avvocato Marco Battistini, oltre all’avvocato Ivana Mombelli, tesoriere del Consiglio dell’Ordine degli Avvocati di Varese, alle magistrate di Sorveglianza Giulia Vassalli e Federica Gentile, alla giudice del dibattimento Camilla Mostardini e al sostituto procuratore Mario Nicolini.

Sovraffollamento e fragilità

Il dato che emerge con maggiore forza è quello del sovraffollamento. A fronte di 53 posti regolamentari, i detenuti presenti sono 96, tutti uomini, con un picco che nel corso del 2026 ha raggiunto 109 presenze.

Una situazione che si accompagna a una popolazione detenuta caratterizzata da un’elevata complessità sociale e sanitaria: 42 detenuti stranieri, 52 tossicodipendenti, 7 persone in terapia metadonica e 42 detenuti con problematiche psichiatriche. Particolarmente significativo anche l’aumento dei giovani adulti tra i 18 e i 25 anni, spesso portatori di importanti fragilità psicologiche, polidipendenze e doppia diagnosi.

Alle difficoltà della popolazione detenuta si aggiungono quelle legate agli organici. Gli agenti di Polizia penitenziaria effettivamente in servizio sono 52, a fronte dei 67 previsti, mentre gli educatori sono soltanto due, un dato che rende più complessa la presa in carico individuale e la continuità dei percorsi trattamentali.

Il Direttivo della Camera Penale di Varese sottolinea come «il sistema trattamentale dell’istituto appaia ricco e articolato, ma sia inevitabilmente messo sotto pressione da un sovraffollamento ormai strutturale e da una popolazione detenuta sempre più fragile sotto il profilo sanitario, psicologico e sociale. Numeri di questa portata rendono particolarmente complessa la gestione quotidiana del carcere e incidono inevitabilmente sull’efficacia del trattamento rieducativo.»

Lavoro, formazione e sostegno

Nonostante le criticità, la Casa Circondariale continua a investire nel reinserimento sociale, facendo del lavoro uno dei principali strumenti del percorso rieducativo.

Attualmente risultano sei detenuti in regime di semilibertà alle dipendenze di imprese esterne, quattro ammessi al lavoro esterno ai sensi dell’articolo 21 dell’Ordinamento Penitenziario e 23 detenuti impiegati dall’Amministrazione Penitenziaria.

Ampia anche l’offerta formativa, con corsi dedicati alle pulizie industriali, lavanderia, barberia, cioccolateria, cucina, addetto mensa e operatore fitness, ai quali potranno aggiungersi ulteriori percorsi in pasticceria e cucina specializzata compatibilmente con le risorse disponibili.

Proseguono inoltre il laboratorio di ciclofficina, sviluppato in collaborazione con ENAIP e FIAB Varese, il progetto del Giardino delle erbe aromatiche, il recupero di nuovi spazi destinati alle attività trattamentali e numerose iniziative dedicate ai detenuti più vulnerabili, tra cui laboratori creativi e percorsi di prevenzione del rischio suicidario.

Grande attenzione viene riservata anche ai rapporti familiari attraverso il progetto “Officina dei Legami”, che sostiene la genitorialità dei detenuti e il mantenimento dei rapporti con i figli. Parallelamente proseguono le attività dedicate ai giovani adulti e i programmi di responsabilizzazione rivolti agli autori di maltrattamenti, stalking e violenza domestica, realizzati con il CIPM e collegati al Protocollo Zeus.

L’offerta culturale comprende inoltre corsi scolastici del CPIA, laboratori artistici e fotografici, musica, attività sportive e progetti dedicati all’educazione motoria, pur in spazi necessariamente limitati.

Le prospettive

Durante l’incontro con la direzione dell’istituto è stato inoltre confermato l’avvio dei lavori per il rifacimento del muro di cinta e dell’impianto di illuminazione, mentre resta tra gli obiettivi futuri l’ampliamento della struttura attraverso l’annessione dell’attuale sede della Polizia locale, progetto per il quale non sono ancora stati definiti i tempi di realizzazione.

Per il Direttivo della Camera Penale di Varese, «la visita conferma l’impegno quotidiano dell’amministrazione penitenziaria e di tutto il personale nel garantire percorsi di lavoro, formazione, sostegno psicologico e mantenimento dei legami familiari. Si tratta di uno sforzo importante, che merita di essere riconosciuto, ma che rischia di essere compromesso se non si affrontano in maniera strutturale il problema del sovraffollamento e la carenza di risorse umane. Ci auguriamo che i progetti già avviati e quelli programmati possano trovare piena e concreta attuazione, perché solo in condizioni sostenibili il principio costituzionale della funzione rieducativa della pena può tradursi in una realtà effettiva.»

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