LEGNANO – Nei primi quattro mesi del 2026 il mercato del lavoro della provincia di Milano conferma una dinamica positiva, con una crescita degli avviamenti al lavoro rispetto allo stesso periodo del 2025. È quanto emerge dalla rilevazione dell’Osservatorio del mercato del lavoro della Città metropolitana, elaborata sui dati consolidati al 30 aprile e resi noti oggi, 6 agosto. I dati sono incoraggianti anche per l’indagine congiunturale sull’industria dell’Alto Milanese relativa al 2° trimestre di quest’anno e diffusa sempre oggi: secondo Confindustria Alto Milanese, il mercato del lavoro «avvalora la solidità del territorio», con l’occupazione che rimane fondamentalmente uguale, senza significative riduzioni degli organici «a testimonianza della resilienza del tessuto produttivo locale».
Boom di contratti brevi
Secondo l’Osservatorio, tra gennaio e aprile 2026 gli avviamenti al lavoro nel territorio della città metropolitana sono stati 281.805, in aumento del 4,16% rispetto ai 270.550 registrati nello stesso periodo dell’anno precedente. Crescono anche le cessazioni (232.691 contro 221.585) e le proroghe dei contratti (118.825 contro 111.616), mentre le trasformazioni a tempo indeterminato si attestano a 25.271.
Particolarmente marcato l’incremento degli avviamenti brevi (contratti di durata limitata) che raggiungono quota 124.808, con una crescita del 26,18% rispetto al 2025. Nonostante l’aumento degli avviamenti, il saldo annualizzato delle posizioni lavorative evidenzia un lieve rallentamento della crescita occupazionale: ad aprile 2026 il saldo si attesta a 22.119 posizioni, contro le 22.567 di aprile 2025. Il contratto a tempo determinato si conferma la forma di inserimento più diffusa con 118.915 avviamenti. Fra le dinamiche più rilevanti spicca la crescita della somministrazione, che registra un aumento del 25,7%, mentre diminuiscono gli avviamenti a tempo indeterminato (-4,1%) e le collaborazioni (-12,1%).
I settori che “tirano”. E no
Il comparto delle attività amministrative e dei servizi di supporto si conferma il principale motore degli avviamenti con 37.897 ingressi al lavoro. Gli incrementi più significativi si registrano nei servizi di alloggio e ristorazione (+11,3%) e nelle attività amministrative e di supporto (+6,2%). In flessione, invece, i settori dell’informatica e dei servizi di informazione (-7,6%) e quello dell’istruzione e formazione (-3,2%). Le professioni qualificate nel commercio e nei servizi rappresentano la quota più consistente degli avviamenti (70.705), mentre fra le qualifiche professionali si distingue la forte crescita delle professioni tecniche (+27,6%), segnale di una domanda crescente di competenze specializzate.
La crescita interessa sia uomini che donne: gli avviamenti maschili aumentano del 4,9%, quelli femminili del 3,2%. Sul fronte generazionale, gli incrementi più marcati riguardano i giovani tra i 20 e i 24 anni (+11,6%), mentre la fascia 25-29 anni rappresenta quella con il maggior numero di avviamenti (52.416). Continua inoltre a crescere il contributo dei lavoratori stranieri provenienti da Paesi extra Ue, con un aumento degli avviamenti del 6,9%. Secondo l’Osservatorio, i dati confermano la capacità del territorio di generare nuove opportunità occupazionali, pur in un contesto che richiede attenzione all’evoluzione della qualità e della stabilità dei rapporti di lavoro.
Imprese prudenti ma resilienti
In base all’indagine congiunturale sull’industria dell’Alto Milanese, le prospettive per le imprese del territorio restano cautamente positive. Il miglioramento del clima di fiducia, la tenuta degli investimenti e la capacità di adattamento del sistema produttivo rappresentano i principali elementi di sostegno a un progressivo sviluppo. Permangono tuttavia fattori d’incertezza legati alle tensioni geopolitiche e al raffreddamento degli scambi commerciali, che limitano la domanda globale. La riduzione dell’inflazione ha consentito un allentamento delle condizioni finanziarie, ma gli effetti sull’economia reale risultano ancora circoscritti. Anche il mercato del credito denota un crescente ritorno alla normalità, sebbene il costo dei finanziamenti, che resta elevato, orienti le imprese verso scelte di investimento improntate alla cautela.
Nel secondo trimestre del 2026 l’economia dell’Alto Milanese ha mostrato una crescita moderata e una progressiva stabilizzazione. Fra i principali comparti produttivi, il settore chimico-plastico si conferma il più dinamico, il tessile-abbigliamento-calzaturiero evidenzia segnali di consolidamento mentre il metalmeccanico continua a risentire della debolezza dei mercati esteri. La produzione industriale si mantiene sostanzialmente stabile: il 35% delle imprese indica livelli produttivi invariati rispetto al trimestre precedente, il 33% registra un incremento e il restante 32% una contrazione. La domanda interna ha ancora una tenuta superiore rispetto a quella estera, penalizzata dalla lenta ripresa dell’industria europea e dal rallentamento del commercio mondiale. Positive le aspettative sul fatturato: il 29% delle aziende prevede un accrescimento nel prossimo semestre, in aumento rispetto al 27% rilevato nella precedente indagine, mentre il 21% si attende una flessione. Anche il quadro degli investimenti è favorevole: un’impresa su due intende effettuare nuove spese in conto capitale, pur mantenendo un approccio improntato alla prudenza.
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