VARESE – Giuseppe Leoni, padre nobile della Lega (è tra i fondatori), torna sul tema della riconciliazione tra le componenti che, con diverse sigle e impostazioni di linea politica, si riconoscono nel movimento fondato da Umberto Bossi. Ennesimo richiamo a una ritrovata unità nel nome del federalismo dopo i precedenti, analoghi interventi, rimasti senza risposta. Leoni ricorda che fu proprio Bossi, prima del suo addio, a incaricarlo di questa missione, probabilmente impossibile, di riportare sotto lo storico simbolo del Carroccio tutti coloro che hanno nei loro programmi il Nord . Obiettivo che Leoni rilancia con un appello in vista del tradizionale raduno di settembre sul pratone di Pontida.
Era il 7 marzo quando Umberto mi ha espresso il suo ultimo desiderio, “io non lo posso fare, fallo tu. Fai in modo che tutte le varie sigle politiche nate dalla idea del Nord finiscano tutte sotto una unica bandiera istituzionale, mi raccomando”. E’ stata l’ultima volta che ho incontrato Umberto, ci eravamo dati appuntamento per il 19, avremmo visto assieme la Milano-Sanremo. Lo stesso giorno volò in cielo. A me è rimasto questo compito arduo. Non deve essere solo un mio impegno, ma di tutti, per rendergli onore.
Per giungere a quanto c’è solo una strada da percorrere. Noi, persone consapevoli della nostra comunità, ci impegniamo a praticare e a coltivare il perdono e la riconciliazione. Il perdono è sempre possibile, anche nei momenti più dolorosi e nelle situazioni apparentemente senza speranza. Attiviamoci senza rancore e ira per favorire la guarigione, l’armonia, la giustizia e la pace per lo sviluppo politico del progetto federalista, unica vera forza politica di cambiamento per il Paese Italia, da decenni prigioniero nella morsa dei due schieramenti politici, destra- sinistra rappresentanti del nazionalismo e dello statalismo, di natura anti federalista, negando e umiliando continuamente la convivenza dei popoli, delle lingue e delle tradizioni che vivono da noi e in Europa.
Vergognosamente ho riscontrato quanta fatica dovrò affrontare per la pace. Grandi sono le delusioni, il dolore per il tradimento è irrefrenabile, l’impulso e la voglia di vendicarsi subito per l’oltraggio ricevuto anche, ma risucchiati da questo vortice daremmo il via all’autodistruzione del progetto federalista e del Nord. Nei tempi passati, per compensare i torti subiti, si passava alle rappresaglie, restituendo il male con i dovuti interessi. Mi corre alla mente Lamech, figlio di Caino, che si vendicò usando il moltiplicatore settanta volte sette. Siamo all’inizio della storia dell’uomo. Cerco un tavolo, un confronto da attuare, mettendo dinnanzi a tutto il progetto Nord. Se servono passi avanti, indietro, di fianco, decidiamolo assieme. Più tempo passa, più si complicano le cose.
Giuseppe Leoni
Giuseppe Leoni insiste: la Lega rispetti il volere di Umberto Bossi, basta rancori
