Pro Patria, l’ultimo saluto a Eugenio Crespi. Proprio sul più bello…

BUSTO ARSIZIO – Proprio sul più bello…
Proprio mentre la Pro Patria torna a far sognare – con una nuova e ambiziosa proprietà, con una rosa capace di riaccendere i sogni dei tifosi e con una campagna abbonamenti finalmente pensata per la gente e per riavvicinare i tifosi allo stadio – ci lascia a 87 anni uno dei suoi più grandi custodi: Eugenio Crespi, storico presidente del Pro Patria Club dal 1987 al 1994.

A poco più di un mese dalla scomparsa di una bandiera come Giannino Gallazzi, la Pro Patria piange e perde un’altra delle sue figure più apprezzate. Eugenio Crespi, tifoso della Pro Patria da sempre e per sempre, è stato per decenni un punto di riferimento autentico, amato e stimato da tutti per la sua straordinaria passione, l’inestimabile generosità e una dedizione incrollabile verso i colori della sua città. Un uomo che la Pro Patria non si è limitato a seguirla: l’ha vissuta, sostenuta e custodita.

La sua storia biancoblù passa soprattutto attraverso il Pro Patria Club, di cui fu presidente dal 1987 al 1994. Anni delicati e importanti, nei quali il club, sotto la sua guida, arrivò a raggiungere i 700 iscritti.
Ma per capire davvero chi fosse Eugenio Crespi bisogna ascoltare chi gli è stato vicino.
L’attuale presidente del PPC, Giovanni Pellegatta, lo ricorda con parole che raccontano molto più di qualsiasi carica: «Per me era un secondo padre. Un giorno mi disse che io sarei diventato presidente del club: ovviamente non gli credetti, ma come sempre, aveva visto lontano. Un uomo generoso, che corse con un camion di aiuti di prima necessità in Valtellina ai tempi dell’alluvione. Amava i giovani, tanto da regalare loro, seppur nell’anonimato, il biglietto del pullman per le trasferte».

Parole che trovano perfetta sintesi nel ricordo del figlio Christian, fra i fondatori (per la serie buon sangue non mente…) del Pro Patria Museum: «Si è sempre speso per gli altri».
Una frase semplice, ma forse la più precisa per raccontare l’uomo prima ancora del padre, tifoso e del dirigente.
E la sua passione per la Pro Patria non si è mai spenta. «Papà non solo mi ha “iniziato” allo Speroni fin da piccolo, ma allo stadio c’è sempre andato, almeno fino a quando la salute glielo ha consentito. Ricordo la gara con l’Alcione, una di quelle partite da dentro o fuori per tenere ancora accesa la speranza: nonostante non stesse già bene, non ha voluto mancare. Come non ha voluto mancare alle cerimonie commemorative per le intitolazione dei settori ad Andrea Cecotti e Giancarlo Amadeo e ovviamente all’inaugurazione della nuova sede del PPC (nella foto sopra).

Oggi a piangerlo è innanzitutto la sua adorata famiglia: la moglie Maria Bruna, il figlio Christian con Elena, i nipoti Lara ed Ettore e tutti i suoi cari. Ma il dolore corre anche lungo le gradinate dello Speroni, tra quei tifosi che in Eugenio hanno riconosciuto per decenni un volto familiare, una presenza sicura, una parte della propria storia.
E forse è proprio questo il modo migliore per ricordarlo, mentre la Pro Patria (attesa domenica sera, ore 20, dalla gara di Coppa Italia con la Varesina) prova a scrivere un nuovo capitolo della sua gloriosa storia.
Eugenio Crespi appartiene proprio a quella memoria che non passa. A quella generazione di tifosi per cui la Pro Patria non è semplicemente una squadra, ma una parte della propria vita.

I funerali di Eugenio Crespi saranno celebrati venerdì 21 agosto alle 9.30 nella chiesa dei Santi Apostoli di via Genova, preceduti alle 9.15 dalla recita del rosario. Fino ad allora, sarà possibile rendergli omaggio alla Casa funeraria “Le Origini – Mismirigo”, in viale Sicilia 5.

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Pro Patria Eugenio Crespi – MALPENSA 24
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