Pro Patria, mondo di eroi: Amadeo e Cecotti per sempre allo “Speroni”, Vender fa sognare Busto

BUSTO ARSIZIO – Altro che voci dal silenzio! Il week end che ha preceduto il 107esimo compleanno della Pro Patria (da festeggiare sabato 28 al Museum con un open day in cui verranno distribuite le 107 maglie biancoblù in edizione speciale e limitata), è stato un urlo libero e liberatorio.
Un urlo di chi vuole che la squadra di Busto Arsizio – vero simbolo e orgoglio della città (anche a Brescia) – si liberi dalle catene e torni ad essere di nuovo protagonista, non solo valorizzando quell’incredibile passato sancito dalla storia, ma costruendo quel possibile futuro radioso ancora inesplorato.

Aspettando insomma che la Pro Patria torni protagonista in campo (a Luca Bassi il compito più difficile…), intanto lo è stata fuori dal campo: venerdì sera nella mitica sede di Comunità Giovanile, dove si è tenuto un interessantissimo dibattito organizzato dal PPMuseum del presidente Simone Colombo (regia Andrea Fazzari) alla presenza di Nicola Binda, Roberto Vender, Marco Linari, Flavio Vergani e Giovanni Cortinovis (intervenuti anche Alberto Armiraglio e Rosanna Zema); sabato mattina allo stadio “Carlo Speroni” dove – di concerto con l’Amministrazione Comunale (presente l’Assessore allo Sport Luca Folegani e il consigliere Vincenzo Marra) e con la società Pro Patria (con l’avvocato Rosanna Zema a fare gli onori di casa) – si sono tenute le intitolazioni di due settori dello stadio: a Giancarlo Amadeo (presente la moglie Lalla e il figlio Paolo) e a Andrea Cecotti.
Ma andiamo con ordine

I veri eroi: Roberto Vender

Ha ragione Nicola Binda, penna de La Gazzetta dello Sport. “E facile tifare Juve, Inter e Milan, ma il vero eroe è quello che tifa Pro Patria. E lo è ancora di più chi ci mette i soldi”.
Un assist per l’acclamatissimo Roberto Vender, presente alla serata con la moglie Bruna e il figlio Simone, che a più riprese ha lasciato aperto la porta ad un clamoroso ritorno in via Ca’ Bianca, scatenando l’ovazione del pubblico presente che ancor oggi ricorda tutto il bene che la sua famiglia (mamma Luciana e papà Giovanni) fece per i colori biancoblù.

Giancarlo e Andrea vivono sempre con noi

Alla presenza di familiari, istituzioni, tifosi ed ex giocatori (i compagni di squadra di Andrea: da capitan Onorini a bomber Giandebiaggi, passando per Tumiati, Pessina, Bollini, De Palo e Tibaldo) sabato mattina, allo Speroni, si sono tenute le cerimonie d’intitolazione di due settori dello stadio:
a Giancarlo Amadeo, tignoso difensore bustocco da 256 partite con la Pro fra A e C, è stata intitolata la tribuna laterale lato spogliatoi (ritornando così idealmente a far coppia col compagno Pippo Taglioretti, “titolare” della tribuna lato custode). A questo link il video

a Andrea Cecotti, indimenticato tigrotto del Friuli morto in giovanissima età a seguito di un malore accusato sul campo di calcio durante un Treviso-Pro Patria del 1987, è stato intitolato il settore distinti centrali: a questo link il video
La moglie Nadia Pizzuti e la figlia Desy Cecotti, allora appena nata, hanno voluto esprimere tutta la loro riconoscenza attraverso una lettera aperta.

Oggi lo Stadio Speroni non celebra solo il calcio, ma un legame indissolubile che il tempo non ha saputo scalfire. Sapere che il settore distinti verrà intitolato a mio papà, Andrea Cecotti, a tanti anni dalla sua scomparsa, è un’emozione che fatica a trovare le parole giuste, ma che riempie il cuore di un orgoglio profondo.
​Mio papà non è stato solo un grande appassionato di questi colori; ha avuto l’onore di indossare questa maglia come calciatore, lottando su questo prato e onorando la città di Busto Arsizio con il suo impegno sportivo e la sua integrità. Sapere che il nome di mio papà Andrea resterà legato per sempre al luogo dove ha gioito e faticato per i colori biancoblu, proprio lì dove ha vissuto l’ultimo anno da calciatore, è per la nostra famiglia il regalo più grande. ​Io e mia mamma siamo profondamente dispiaciute di non poter essere presenti fisicamente oggi a Busto Arsizio, ma siamo lì con tutto il nostro affetto, commosse per questo tributo che tiene viva la sua memoria. ​Desideriamo ringraziare di cuore: l’ Associazione Pro Patria Museum e il suo Presidente Simone Colombo, custodi instancabili della memoria storica di questo club. Grazie per l’impegno quotidiano nel preservare i ricordi e per aver contribuito a far sì che la storia di papà, e di chi come lui ha onorato questa maglia, resti un patrimonio vivo. ​Il Vicesindaco e Assessore allo Sport Luca Folegani, per la sensibilità istituzionale e l’impegno profuso nel portare a compimento questo importante riconoscimento. Tutta la curva e ​i tifosi biancoblu, il vero motore di questa iniziativa: la vostra spinta costante dimostra che papà non ha lasciato solo un ricordo, ma un esempio di passione vera che non verrà mai dimenticato. ​Da oggi, ogni volta che i tifosi si alzeranno in un coro, sapremo che papà Andrea è ancora lì, al suo posto, a proteggere i colori che ha amato e difeso. ​Grazie a tutti voi per averlo riportato in un luogo che lo ha fatto sempre sentire a casa. ​Spero che queste poche parole possano trasmettere tutto il calore che meritate in questa occasione così speciale.

“Pro Patria a Brescia con la maglia biancoblù”. Un boato evocando il blitz di Frara

Pro Patria eore Vender – MALPENSA 24
Visited 1.217 times, 1 visit(s) today