GALLARATE – Quello della «Memoria condivisa» è stato il fio conduttore che oggi, sabato 21 febbraio, ha percorso, all’Istituto Vinci di Gallarate la cerimonia l’inaugurazione della nuova sede di rappresentanza del Movimento Nazionale Istria, Fiume, Dalmazia.
Memoria condivisa

Il taglio del nastro di questo presidio dedicato alla memoria di oltre 350mila esuli italiani che pagarono con la cacciata dalla loro terra il loro rivendicare di essere italiani fortemente voluto all’interno di una scuola dal direttore degli Istituti Vinci Antonio Vinci è stato affidato al deputato di Fratelli d’Italia Umberto Maerna: «Un popolo che ricostruisce la propria storia con dei buchi non può costruire identità e non favorisce la pacificazione nazionale – ha affermato l’onorevole Maerna –. Le tragedie di un popolo non si dimenticano, si sommano». E ancora Maerna ha ricordato – citando Alleanza Nazionale – come fu la destra politica nel 1999 a battersi affinché questo capitolo della storia italiana venisse conosciuto e riconosciuto arrivando poi ad assurgere a legge dello Stato con l’istituzione del Giorno del Ricordo.
La memoria autentica rende liberi

Assente per impegni istituzionali l’assessore regionale alla Cultura Francesca Caruso che ha voluto comunque far pervenire un messaggio di vicinanza di Regione Lombardia a chi si impegna nella promozione dell’istruzione, della cultura e dei valori della memoria storica. «L’apertura di questa sede non rappresenta soltanto un nuovo spazio fisico, ma è soprattutto un presidio di memoria, di ricerca e di testimonianza civile – ha scritto –. Un luogo in cui la storia dell’Istria, di Fiume e della Dalmazia potrà continuare a essere studiata e trasmessa alle nuove generazioni con rigore e responsabilità». Caruso ha inoltre sottolineato come la memoria, se autentica «non divide: educa, responsabilizza, rende liberi».
Una scuola che educa
Il professor Vinci ha quindi spiegato che le bandiere delle terre perdute siano «da sempre presenti nel nostro istituto. Io conobbi la tragedia dei nostri esuli da bambino. Fui impressionato da quanto accadde tanto da volere oggi questa sede di rappresentanza perché la scuola non deve semplicemente istruire, deve educare». Presenti alla cerimonia oltre ai rappresentanti del Movimento, guidati dal presidente Romano Cramer, erano presenti numerose autorità. Tra queste il sindaco Andrea Cassani, l’assessore alla Cultura Claudia Mazzetti, il presidente del Consiglio comunale Marco Colombo, il deputato di Fratelli d’Italia Umberto Maerna, Il maggiore Pierpaolo Convertino, comandante della compagnia Carabinieri di Gallarate, il presidente provinciale dell’Associazione Nazionale Venezia Giulia e Dalmazia Pier-Maria Morresi, Dario Frattini, già presidente della Casa militare Umberto I di Turate, e l’architetto Gabriele Pagliuzzi, presidente di Assoarmadi Milano.
Non nascondere la storia
Il sindaco Cassani ha ringraziato «perché la storia deve essere ricordata e non nascosta sotto il tappeto. Ricordo oggi l’impegno dell’amico Giuseppe De Bernardi Martignoni, se oggi abbiamo un largo intitolato alla memoria di questi italiani, lo dobbiamo a lui. La memoria condivisa non deve solo onorare il ricordo, ma deve essere aiuto per comprendere la realtà». Gli ha fatto eco l’assessore Claudia Mazzetti che menzionando tutte le iniziative messe in campo dall’amministrazione per il Giorno del Ricordo ha sottolineato come la memoria debba anche essere intesa come «educazione al rispetto». Infine la benedizione di monsignor Riccardo Festa che ha parlato di «memoria di pacificazione. Noi cristiani facciamo memoria di Gesù, vittima che ha fatto della sua morte un principio di riconciliazione universale».
