BUSTO ARSIZIO – «In carcere si sta peggio che negli scorsi anni e la tensione è percepibile». Il presidente della Camera Penale di Busto Arsizio Tiberio Massironi sintetizza con una parola – «insopportabile» – la situazione che la delegazione dei penalisti bustocchi ha trovato alla Casa Circondariale di via per Cassano nella tradizionale visita estiva. Per la prima volta accompagnati dalla deputata di Busto Manuela Maffioli: «Solo l’abnegazione del personale, supportata da una rete territoriale presente e attenta, rende affrontabile questa situazione complessa».
Il quadro
Sono i numeri a confermare le parole del presidente della Camera Penale. Non solo il sovraffollamento, nell’ordine del 200%, con 437 detenuti a fronte di una capienza dichiarata di 240. Né la carenza strutturale di organico: solo 76 agenti di Polizia Penitenziaria invece dei 213 che dovrebbero essere in servizio. Quest’anno si aggiungono anche il dato-shock di un suicidio e 10 tentativi di suicidio nei primi 7 mesi del 2026, ma anche ben 131 trasferimenti d’urgenza per il ricovero in ospedale. Effetto anche delle crescenti tensioni, tra detenuti e tra detenuti e agenti, che una situazione invivibile acuisce inevitabilmente. E poi ci sono i numeri che descrivono in modo drammatico le precarie condizioni di vita dei carcerati: in tre in cella per 20 ore su 24 a temperature che arrivano a 40 gradi, e senza nemmeno un frigorifero per tenere il ghiaccio o bibite fresche in questi mesi di canicola.
Peggio dell’anno scorso
«Quest’anno la situazione del carcere di Busto Arsizio è risultata peggiore rispetto agli altri anni – sottolinea la nota della Camera Penale – l’insopportabile ed elevato sovraffollamento (con Milano e Varese abbiamo raggiunto percentuali anche superiori al 200%), la presenza di moltissimi tossicodipendenti e di soggetti psichiatrici, che dovrebbero trovare cura in strutture che non possono certo essere le carceri, sono causa di quotidiane tensioni, aggressioni, violenze e tentati suicidi». Sono 40 ad oggi i suicidi in tutta Italia, uno a Busto Arsizio. «La mancanza di personale a tutti i livelli non solo è cronico, ma addirittura drammaticamente insostenibile – aggiungono i penalisti – se in servizio operano in 76 e ne occorrerebbero 217 si comprende bene la gravità del problema. Ne soffrono tutte le aree: amministrativa, sanitaria, trattamentale e di polizia».
L’appello all’umanità
«Spazio e tempo non esistono e non esiste l’uomo! – afferma Massironi a nome della Camera Penale – la politica a tutti i livelli ha responsabilità enormi. Cosa fare? Intanto, urlare questa sofferenza. Perchè tutta l’organizzazione carceraria non può rimanere sola. Ci faremo, dunque, promotori di una giornata d’incontro con tutte le associazioni che operano all’interno e fuori dal carcere, con le istituzioni, le scuole, i sindaci del circondario, le famiglie dei detenuti. Avere consapevolezza dei problemi, forse non li risolve, ma aiuta a non dire “buttate via la chiave”. Una battuta? No, una cultura, che la nostra Camera Penale vuole cambiare».
La delegazione
La visita alla Casa Circondariale di via per Cassano rientra nell’ambito dell’ormai tradizionale iniziativa “Ristretti in Agosto” promossa dall’Unione delle Camere Penali Italiane. La delegazione della Camera Penale di Busto Arsizio è stata rappresentata, oltre che dal presidente Tiberio Massironi, da Michela Ghiso, Anna Ielmini, Lorenzo Parachini, Francesca Giamporcaro, Elisa Rocchitelli, Samuele Genoni, Santina Ferro e Katia Broggini. Si è aggiunta la deputata bustocca della Lega Manuela Maffioli particolarmente sensibile e attenta al tema carcere con diverse iniziative concrete intraprese nel suo ruolo di assessore alla cultura a Busto Arsizio.
L’impegno di Maffioli
«La visita alla Casa circondariale, l’ascolto dei detenuti, l’incontro con la Direzione, la Polizia penitenziaria e i referenti del presidio sanitario hanno evidenziato una situazione articolata e complessa, su cui grava una serie di elementi e di circostanze che solo l’abnegazione del personale, supportata da una rete territoriale presente e attenta, rende affrontabile – le impressioni dopo la visita di Manuela Maffioli, deputata della Lega e assessore alla cultura a Busto Arsizio – il fatto che la situazione sia genericamente riconducibile a un poco edificante “quadro nazionale” non può e non deve dispensare dalle responsabilità in capo alle istituzioni e agli enti, a ogni livello. Anche per questo ho chiesto alla Direzione di avere una relazione dettagliata degli aspetti più prontamente affrontabili, di cui intendo farmi carico, nella consapevolezza che, pur privi di “bacchetta magica”, si possa contribuire a un concreto miglioramento». Un impegno solenne e concreto: «L’appuntamento annuale organizzato meritoriamente dalla Camera Penale non è e non deve diventare routine – aggiunge Maffioli – ma un’occasione preziosa e cosciente per raccogliere la fatica quotidiana di una permanenza e una convivenza da cui dipende il conseguimento dell’obiettivo che il nostro Ordinamento affida alla detenzione».
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