Forza Italia Saronno boccia il doppio turno al Zappa, ma non propone soluzioni

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SARONNO – “Bene, ma potete fare meglio”. È questo il senso del comunicato stampa di Forza Italia Saronno sul caso Zappa? Non si capisce. Quello degli azzurri cittadini sembra un testo stilato da un funambolo nel mezzo della fune da attraversare senza rete, attento a non mettere un piede in fallo: liscia il pelo ai genitori, rende merito a Regione per il mega finanziamento, si complimenta con il presidente della Provincia per aver fatto gli sforzi necessari e, tra le righe, attacca qualcuno, ma non si riesce a capire fino in fondo chi. L’amministrazione saronnese? La Provincia, che potrebbe fare uno sforzo un in più? La dirigente scolastica dello Zappa che ha messo sul tavolo il doppio turno per sopperire alle limitazioni del cantiere? Boh. Andiamo con ordine.

Il comunicato dice (cose già dette) e non dice (casa bisognerebbe fare)

Partiamo dai lavori, che inizieranno a fine agosto e dureranno, salvo inconvenienti, un anno intero, quindi significa quasi un biennio scolastico. Insomma, un bel grattacapo per una scuola che gode di grande apprezzamento tra studenti e genitori, non solo di Saronno e dell’hinterland e che deve trovare equilibri tra maestranze e studenti.

Anche qui, il comunicato di Forza Italia puntualizza che i lavori potevano essere programmati meglio. Ma, ci scusino gli azzurri saronnesi, davanti a un cantiere che dura 366 giorni (e forse più), tenendo conto delle regole e della burocrazia italiana, qualsiasi inizio lavori avrebbe “rotto le scatole”.

E ancora, la politica, oltre che controllare, appurare, verificare, approfondire, far riflettere (eccetera eccetera), deve anche proporre soluzioni, soprattutto al livello più vicino al problema.

Tornando al possibile soggetto che gli “amaretti” azzurri mettono nel mirino, ci chiediamo se per caso ci sia un tacito riferimento al vicepresidente della Provincia Giacomo Iametti, forzista, che proprio l’altro giorno ha ribadito la massima disponibilità dell’Ente a sedersi attorno a un tavolo. Bene, se fosse lui, cosa dovrebbe fare? In cima all’agenda politica del vicepresidente di Villa Recalcati c’è proprio il Zappa di Saronno. Lui stesso ha confermato che si sta lavorando anche sul trasporto scolastico.

A questo punto ci viene un dubbio: l’uscita di Forza Italia Saronno, che arriva dopo le dichiarazioni della Provincia e quelle del leghista Emanuele Monti, che fine ha, oltre a quello, che ci appare scontato, di auspicare un dialogo a 360°? Forse il solo di “farsi politicamente notare”?  

La nota di Forza Italia Saronno sul caso Zappa

I lavori di riqualificazione dell’Itcs Gino Zappa rappresentano un fatto estremamente positivo per Saronno. Si tratta di un investimento complessivo di circa 6,3 milioni di euro, finanziato per oltre 6,1 milioni da Regione Lombardia, che permetterà finalmente di rendere la scuola più moderna, efficiente e adeguata alle necessità degli studenti e del personale.

A Regione Lombardia va quindi il nostro convinto ringraziamento per aver garantito le risorse necessarie. Ma proprio perché l’intervento era conosciuto e programmato da tempo, appare ancora più grave essere arrivati a ridosso dell’apertura del cantiere e dell’inizio dell’attività didattica senza una soluzione organizzativa definitiva.

La consegna del cantiere  è prevista per il 24 agosto e i lavori dureranno 366 giorni. Non stiamo quindi parlando di un disagio limitato a qualche settimana, ma di una situazione destinata a incidere per un intero anno scolastico sulla vita di centinaia di studenti e delle loro famiglie.

La protesta dei genitori, culminata in una raccolta di oltre mille firme, non può essere liquidata come una semplice manifestazione di contrarietà. È la dimostrazione concreta di una preoccupazione diffusa e fondata. I turni pomeridiani comporterebbero seri problemi per i genitori che lavorano, per la gestione e l’accompagnamento dei figli, per i trasporti e per tutte le attività sportive, formative e sociali svolte dagli studenti dopo la scuola.

Quando si assumono decisioni capaci di incidere così profondamente sulla quotidianità delle persone, al primo posto devono esserci le necessità degli studenti e delle famiglie.

La Provincia di Varese ha già effettuato una ricognizione degli spazi disponibili negli altri istituti di propria competenza. Ringraziamo il presidente Marco Magrini per il lavoro svolto e per aver confermato la disponibilità ad approfondire ulteriormente la ricerca. Occorre ora compiere una verifica ancora più accurata, valutando ogni aula e ogni struttura provinciale che possa essere rapidamente resa idonea e utilizzabile.

Anche l’Amministrazione comunale di Saronno si è attivata e questo, per correttezza, deve esserle riconosciuto. Ora, però, è necessario uno sforzo ulteriore da parte di tutti per individuare spazi che non siano soltanto disponibili sulla carta, ma realmente idonei, certificati, raggiungibili e concretamente usufruibili per l’attività didattica. Confidiamo dunque nell’impegno del presidente Magrini, del consigliere delegato Iametti e dell’Amministrazione comunale affinché ogni possibilità venga verificata senza pregiudizi e con la massima rapidità.

Ma la soluzione non dipende soltanto dagli enti locali. Anche la dirigenza scolastica e le organizzazioni sindacali devono fare fino in fondo la propria parte, contribuendo a individuare modalità organizzative che, pur non essendo ideali, consentano di garantire l’attività didattica evitando o almeno limitando drasticamente i doppi turni.

In una situazione eccezionale è necessario che tutti dimostrino disponibilità, responsabilità e capacità di mediazione. Non si può pretendere la soluzione perfetta, ma si deve costruire la migliore soluzione concretamente possibile. Irrigidimenti organizzativi o contrapposizioni non possono ricadere sugli studenti e sulle loro famiglie.

Particolare attenzione dovrà essere riservata anche ai trasporti. Qualora venissero individuate sedi distaccate, dovranno essere garantiti collegamenti adeguati e compatibili con gli orari scolastici. Trovare le aule senza consentire agli studenti di raggiungerle agevolmente significherebbe risolvere soltanto metà del problema.

I lavori devono partire perché lo Zappa ha bisogno di essere riqualificato. Tuttavia, il cantiere non può trasformarsi in un costo organizzativo e sociale scaricato per oltre un anno sulle famiglie.

Ora servono collaborazione, flessibilità e decisioni rapide. Provincia, Comune, dirigenza scolastica e organizzazioni sindacali devono lavorare insieme, superando competenze formali e rigidità, per reperire e rendere utilizzabili gli spazi necessari.

L’obiettivo deve essere uno solo: garantire la continuità dell’attività didattica senza imporre i doppi turni e tutelare concretamente il diritto allo studio e la vita quotidiana delle famiglie.

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