Sesto Calende, respinto l’ultimo appello di FdI: la rete del gas verrà venduta

Sesto rete gas vendita

SESTO CALENDE – Respinta la mozione presentata dal gruppo cittadino di Fratelli d’Italia: la rete del gas di Sesto Calende verrà alienata. Nel corso dell’ultimo consigli comunale, la richiesta – avanzata da Mario Boatto e Marco Limbiati – di sospendere l’iter di vendita e rivalutare la deliberazione approvata dall’assise civica lo scorso 24 marzo è stata rispedita al mittente dalla maggioranza. «La nostra decisione non nasce da una valutazione estemporanea, ma da perizie, istruttorie e analisi economiche», spiega il vicesindaco Giorgio Circosta. «Da una parte abbiamo oltre 4,4 milioni di euro certi e immediatamente disponibili; dall’altra entrate future, progressivamente decrescenti e sottoposte a variabili che oggi non possiamo conoscere con certezza. Per queste ragioni riteniamo che l’alienazione rappresenti la scelta più solida e maggiormente tutelante per il Comune».

Il caso di Gazzada Schianno

Uno degli elementi alla base dell’iniziativa di FdI è stato il caso di Gazzada Schianno, Comune appartenente allo stesso ambito territoriale di Sesto, dove l’amministrazione ha deciso di revocare la precedente scelta di alienare la propria rete del gas dopo un approfondimento tecnico e giuridico interno. «La discussione in consiglio comunale –  recita la nota diffusa dalla giunta del sindaco Betta Giordani – ha messo in chiaro che il caso sia completamente diverso». Nello specifico, «a Gazzada il valore netto dell’alienazione è di circa 75mila euro, a fronte di una remunerazione stimata in circa 74mila euro». Numeri completamente diversi da quelli di Sesto Calende. «Il valore stimato che il nostro Comune potrà incassare è di circa 4,4 milioni di euro, mentre la remunerazione del capitale partirebbe da circa 399mila euro annui, per poi diminuire progressivamente nel corso della concessione». «Con queste premesse la mozione è stata respinta, ma la discussione è stata comunque un’occasione utile per mettere in chiaro la solidità della scelta compiuta dal nostro Comune», sottolinea Circosta.

La rete di Sesto

Il Comune di Sesto è proprietario dell’intera rete del gas, composta da circa 64 chilometri di condotte, oltre ad allacciamenti misuratori e impianti. Secondo la stima tecnica, il valore netto dell’alienazione alla data prevista di consegna degli impianti è di circa «4,41 milioni di euro, che verrebbero incassati in un’unica soluzione». L’alternativa all’alienazione sarebbe mantenere la proprietà della rete e ricevere annualmente la remunerazione del capitale investito. «Questa, però, non sarebbe costante: partirebbe da circa 339 mila euro per diminuire progressivamente fino a circa 266 mila euro nell’ultimo anno», prosegue la nota. Non solo, «il mantenimento della proprietà non significa che il Comune debba pagare direttamente le fatture degli interventi di manutenzione, ma le eventuali sostituzioni di cespiti comunali possono determinare una progressiva riduzione del patrimonio dell’ente». Infine, «rimangono variabili sia le modalità di regolazione definite da Arera, sia il tasso utilizzato per determinare la remunerazione del capitale. Nell’arco dei dodici anni della concessione, il vantaggio economico teorico del mantenimento della proprietà risulta soggetto a numerose variabili, e può ridursi in misura oggi non prevedibile analiticamente».

La replica di FdI

Secondo Fratelli d’Italia, però, «il vicesindaco ha dimenticato di ricordare quanto dichiarato nella seduta del 24 marzo 2026, quando la maggioranza scelse di procedere verso l’alienazione della rete comunale del gas: “Tutti gli interventi di manutenzione straordinaria sono in capo a chi è il proprietario, quindi al Comune”». Una versione che sarebbe «contraria agli atti ufficiali». «Lo Schema di contratto tipo relativo alla distribuzione del gas naturale stabilisce infatti che è il distributore a essere responsabile degli interventi di: manutenzione ordinaria, straordinaria e investimenti previsti dal piano di sviluppo», aggiungono da FdI. «Non è un’opinione politica: è quanto previsto dal quadro normativo richiamato dal Decreto Ministeriale n. 226 del 12 novembre 2011. Perché, dunque, ai consiglieri comunali e ai cittadini è stata fornita un’informazione diversa?». E concludono: «Fratelli d’Italia si è opposta all’alienazione della rete del gas, un patrimonio pubblico dal valore di milioni di euro, e continuerà a pretendere trasparenza, chiarezza e rispetto della verità. Le parole pronunciate nelle sedi istituzionali contano. I cittadini hanno il diritto di conoscere la verità. Il patrimonio pubblico deve essere difeso».

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