SESTO CALENDE – Quasi 4,7 milioni di euro di valore industriale certificato e una previsione di incasso di circa 4 milioni di euro. È questo il patrimonio che il Comune di Sesto Calende ha deciso di mettere sul mercato con l’alienazione della propria rete di distribuzione del gas naturale. Una scelta che ora Fratelli d’Italia chiede di rivedere, sollecitando l’Amministrazione a fermare il percorso avviato e a verificare se esistano i presupposti per tornare sui propri passi.
Il Gruppo consiliare, composto da Mario Boatto e Marco Limbiati, ha infatti presentato una mozione con cui chiede di sospendere l’iter di alienazione e di rivalutare la deliberazione approvata dal Consiglio comunale lo scorso 24 marzo, verificando anche la possibilità di una revoca o di una modifica in autotutela.
Il caso di Gazzada
Alla base dell’iniziativa c’è anche quanto recentemente accaduto a Gazzada Schianno, dove l’Amministrazione comunale ha deciso di revocare la precedente scelta di alienare la propria rete del gas dopo un approfondimento tecnico e giuridico interno. Secondo quanto evidenziato da Fratelli d’Italia, da quell’analisi è emerso che il mantenimento della proprietà della rete potrebbe risultare economicamente conveniente, fermo restando che gli obblighi di gestione e manutenzione continuano a essere in capo al gestore del servizio.
Ed è proprio questo uno dei punti sui quali il gruppo consiliare sestese chiede di fare maggiore chiarezza. La mozione richiama infatti quanto previsto dallo Schema di Contratto Tipo allegato al Decreto ministeriale 226/2011, secondo il quale gli interventi di manutenzione ordinaria e straordinaria della rete sono posti a carico del gestore.
Scelta irreversibile
Per Fratelli d’Italia si tratta di un elemento che merita un nuovo approfondimento, soprattutto perché la questione degli oneri manutentivi aveva rappresentato uno dei presupposti del dibattito consiliare che aveva portato alla decisione di vendere la rete. Considerato il rilevante valore economico e strategico del patrimonio pubblico coinvolto e il carattere irreversibile dell’alienazione, il gruppo consiliare chiede quindi una nuova relazione tecnica sugli effettivi obblighi di manutenzione, un ulteriore passaggio in Consiglio comunale sulla base di dati tecnici, economici e normativi verificati e l’avvio di un percorso di informazione e partecipazione della cittadinanza. La richiesta, dunque, è quella di fermarsi prima di procedere con la vendita e verificare nuovamente se alienare la rete sia davvero la scelta più conveniente per il Comune e per il patrimonio pubblico di Sesto Calende.
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