SAN VITTORE OLONA – Il vicesindaco Salmoiraghi annuncia: «Quest’anno la fiera cambia data, ma solo per essere ancora più vicina alle famiglie». Peccato che domenica resti domenica e lunedì resti lunedì. Cambia soltanto la settimana. È questa la nuova frontiera dell’amministrazione comunale? Quando la propaganda amministrativa rischia di diventare più grande delle decisioni che dovrebbe raccontare. A San Vittore Olona una semplice variazione di calendario viene presentata come una scelta strategica per le famiglie.
Ci sono amministrazioni che cambiano il volto di un paese, che cambiano i servizi, che risolvono problemi. E poi ci sono quelle che, evidentemente, cambiano la data di una fiera e riescono a trasformare sette giorni di differenza in una rivoluzione amministrativa. Calendario alla mano, la domanda è inevitabile: quale sarebbe questa straordinaria vicinanza alle famiglie? La fiera continua a svolgersi negli stessi due giorni della settimana; l’unica grande trasformazione è che tutto accade sette giorni prima. E allora viene spontaneo chiedersi se siamo di fronte a una vera scelta amministrativa oppure all’ennesimo esercizio di comunicazione politica.
Nessun vantaggio dal cambio di data della fiera
Il problema non è spostare una fiera, ma la necessità di trasformare ogni decisione in una dimostrazione di efficienza amministrativa. Perché se una semplice variazione di calendario viene venduta come una scelta compiuta “per le famiglie”, allora è legittimo pretendere di sapere quale sia il beneficio concreto. Non è polemica. È politica. È controllo democratico. È il minimo che si possa chiedere a chi amministra denaro pubblico e rappresenta una comunità.
Quali famiglie ne trarranno vantaggio? Quale esigenza è stata individuata? Quale problema è stato risolto? Quale analisi ha portato alla decisione? Sono state ascoltate le persone interessate? Oppure siamo davanti a una scelta organizzativa a cui è stata successivamente cucita addosso una narrazione politica? Chi lavora continuerà a lavorare. Chi ha impegni familiari continuerà ad averli. Chi poteva partecipare prima probabilmente potrà partecipare anche dopo. Ed è qui che l’intera narrazione della “maggiore vicinanza alle famiglie” rischia di mostrare tutta la propria fragilità. Perché se questo è il grande risultato, viene quasi da chiedersi che cosa accadrà quando l’amministrazione realizzerà qualcosa di realmente importante.
La giunta ha il dovere di spiegare le sue decisioni
Chi ricopre un incarico politico ha anche il dovere di spiegare le decisioni che prende. E soprattutto di accettare che vengano sottoposte al giudizio dei cittadini. Le famiglie non sono una parola magica da inserire nei comunicati ogni volta che si vuole dare un’immagine positiva a una decisione. Le famiglie sono persone. Persone che lavorano e che fanno i conti con orari, scuola, trasporti, costi, impegni e problemi quotidiani. E proprio per questo meritano qualcosa di più di una frase rassicurante. Meritano fatti. E qui arriva la domanda che nessuno sembra voler fare. Se il lunedì rappresentava un problema perché molti cittadini lavorano, perché la soluzione dovrebbe essere spostare il lunedì di una settimana? Se invece il lunedì non rappresenta un problema, allora perché parlare di una fiera “ancora più vicina alle famiglie”? E se il vantaggio riguarda altri aspetti dell’organizzazione, perché non spiegarli chiaramente?
Poi ci sono gli espositori. Quelli che non hanno bisogno di slogan. Quelli che devono organizzarsi, preparare la merce, affrontare trasferte, costi e adempimenti. Quelli che ogni anno decidono di partecipare e che, con la loro presenza, contribuiscono concretamente a mantenere viva la manifestazione. A loro va il nostro augurio. Non all’immagine politica della manifestazione. A chi la manifestazione la rende possibile. Perché sarebbe bene ricordare una cosa molto semplice: una fiera non esiste perché qualcuno ne annuncia la data sui social. Esiste perché qualcuno ci lavora. Ed è proprio a queste persone che un’amministrazione dovrebbe garantire organizzazione, chiarezza, efficienza e rispetto.
E qui arriviamo al punto. La fiera è soltanto il pretesto: il vero tema è il metodo amministrativo. Un metodo nel quale una decisione viene prima presa e poi raccontata come conquista. Nel quale la comunicazione rischia di diventare più importante della sostanza. Ma i cittadini non sono ingenui. E soprattutto non hanno bisogno di essere convinti che una variazione di calendario equivalga a un risultato amministrativo.
Basta autocomplimentarsi, occorrono fatti
San Vittore Olona non ha bisogno di amministratori che si facciano i complimenti da soli. Ha bisogno di amministratori che sappiano farsi giudicare dai risultati. Non servono medaglie per aver spostato una manifestazione. Servono risposte sui problemi del paese. Servono servizi efficienti. Servono manutenzione e cura del territorio. Serve ascolto. Serve programmazione. Serve una macchina comunale che funzioni. E soprattutto serve una politica che abbia il coraggio di dire: “Questa è la scelta che abbiamo fatto. Queste sono le ragioni. Questi sono i risultati che ci aspettiamo. Giudicateci su quelli”. Questo sarebbe amministrare. Il resto rischia di essere soltanto autopromozione.
La fiera si farà. E speriamo che abbia il successo che merita. Speriamo che le famiglie partecipino numerose, che gli espositori possano lavorare bene, che commercianti e operatori siano soddisfatti. E se tutto andrà bene, saremo i primi a riconoscerlo. Ma il successo della fiera non potrà diventare automaticamente il successo politico di chi ha deciso di spostarla. Sono due cose diverse. Perché se la manifestazione funzionerà, sarà merito soprattutto di chi la anima, di chi vi partecipa e dei cittadini che continueranno a considerarla una tradizione del paese. All’amministrazione resta invece una domanda: in che modo la fiera sarebbe diventata “ancora più vicina alle famiglie”? Perché una cosa è certa: si può spostare una fiera, ma non si può spostare la realtà. E la realtà, prima o poi, presenta sempre il conto. Anche a chi governa.
Fabrizio Sberna
Consigliere comunale SanVittore SiCura
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