Esuberi Amazon a Malpensa, «segnali di apertura» in Regione Lombardia

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MALPENSA – All’uscita da Palazzo Lombardia, il segretario generale della Flai Andrea Orlando parla di «segnali importanti di apertura», ma «per noi ancora insufficienti». Il futuro dei 190 lavoratori coinvolti nell’imminente trasferimento delle attività di Amazon da Malpensa a Montichiari è stato al centro dell’incontro organizzato oggi, 3 settembre, in Regione. Non un tavolo sindacale, hanno ribadito in più occasioni i promotori, bensì un confronto istituzionale convocato per affrontare la vertenza legata alla riorganizzazione delle attività del colosso dell’e-commerce.

Tutela occupazionale 

I sindacati sottolineano con favore la presenza di Gda,  l’handler che subentrerà nell’attività sullo scalo bresciano, e di Amazon (in collegamento da remoto) attraverso l’associazione di riferimento, Conftrasporto. Entrambi, finora, avevano disertato le precedenti occasioni di incontro, persino il tentativo fatto dalla Prefettura di Varese a inizio agosto.
Al centro della riunione, naturalmente, c’era soprattutto la tutela occupazionale del personale coinvolto, con particolare attenzione a lavoratori qualificati e in possesso di specifiche abilitazioni aeroportuali.

Fase interlocutoria 

Nel corso dell’incontro, riferiscono fonti sindacali, le parti datoriali hanno manifestato formalmente la propria disponibilità a individuare soluzioni per arrivare alla ricollocazione del personale interessato. Un’apertura accolta positivamente dalle organizzazioni sindacali, che invitano però alla prudenza. Per i rappresentanti dei lavoratori, infatti, quella di oggi rappresenta soltanto una fase interlocutoria e un punto di partenza. «La disponibilità espressa dovrà ora trasformarsi in impegni concreti, vincolanti e accompagnati da tempi certi», spiega Orlando. La trattativa riguarda infatti non soltanto chi volontariamente intende trasferirsi a Montichiari, ma abbraccia soprattutto lo scalo di Malpensa per capire se esiste – a partire da Mle-Bcube – un fabbisogno di personale che potrebbe rappresentare un elemento importante nella ricerca di soluzioni occupazionali alternative per i lavoratori che rimarranno “a terra”. Il confronto in Regione è stato aggiornato al 24 settembre. Entro quella data le aziende dovranno mettere sul tavolo un piano con proposte operative per la ricollocazione del personale, tenendo conto anche delle attuali necessità occupazionali presenti sullo scalo varesino.

La prudenza dei sindacati

«L’apertura emersa oggi nell’incontro in Regione – commentano all’unisono UIL Lombardia con la Uil Trasporti Lombardia – è indubbiamente un segnale positivo, ma la guardiamo con prudenza: la disponibilità delle parti datoriali deve trasformarsi rapidamente in garanzie vere e piani operativi definiti. Non possiamo permetterci risposte generiche. Parliamo di 190 lavoratrici e lavoratori che hanno garantito operatività e professionalità a Malpensa e che oggi meritano risposte certe. Entro il 24 settembre ci aspettiamo proposte concrete che tengano conto anche delle opportunità di ricollocazione presenti nello stesso scalo aeroportuale. Con le altre sigle sindacali continueremo a tenere alta la guardia fino a quando ogni singolo lavoratore non avrà una soluzione occupazionale garantita e tutelata. Nessuno deve essere lasciato indietro».

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