Spari, spaccio e sicurezza: Rossetti rilancia il Comando Unico per il Rugareto

GORLA MINORE – Il ritrovamento a Castellanza del corpo di un uomo, ucciso da colpi d’arma da fuoco, in un contesto che gli inquirenti collegano a un regolamento di conti tra gruppi rivali per il controllo delle piazze di spaccio del bosco del Rugareto, impone una riflessione che non può essere rimandata. A sostenerlo è Stefania Rossetti, capogruppo di “Prospettiva Indipendente”, ex consigliera di maggioranza di Gorla Minore e oggi vicina a Forza Italia.

«Sicurezza intercomunale da affrontare»

«Da mesi chiediamo che il tema della sicurezza intercomunale venga affrontato con strumenti strutturati e non con soluzioni di ripiego». Rossetti ricorda quindi la proposta avanzata nel dicembre 2025 insieme ai colleghi di “Per una Comunità Rinnovata”: «Avevo proposto uno studio di fattibilità, serio e guidato da criteri scientifici, per valutare un comando unico di polizia locale tra Gorla Minore, Gorla Maggiore e Marnate». Una mozione che, sottolinea, «la maggioranza bocciò, preferendo la strada — più snella ed efficace, adatta alle esigenze del nostro territorio, si disse — di una semplice convenzione tra i tre Comuni». «Ricordiamo, una convenzione che si regge sulla disponibilità volontaria degli agenti e che si muove entro il normale orario di servizio: uno strumento emergenziale, non una risposta strutturale».

Le azioni nel bosco

Nel frattempo, osserva Rossetti, «si legge anche che, grazie alla convenzione siglata tra Marnate e Rescaldina, si riescono ad effettuare azioni congiunte che hanno l’obiettivo di “dare fastidio” a chi frequenta il bosco, tra sfalci d’erba intensificati e presidi mirati a “disincentivare” fornitori e clienti».

Il ruolo delle forze dell’ordine

Sul ruolo della polizia locale nel contrasto alle organizzazioni criminali attive nel bosco del Rugareto, Rossetti richiama le parole dello stesso sindaco di Marnate, Scazzosi: «Nel bosco del Rugareto, per contrastare organizzazioni di questo tipo, come lo stesso Scazzosi, sindaco di Marnate, ammette, devono intervenire le forze dell’ordine competenti, adeguatamente equipaggiate, non certo gli agenti di polizia locale, il cui ruolo resta comunque prezioso ma va inquadrato correttamente». Quindi il riferimento a un’altra dichiarazione di Scazzosi: «Anche il tanto discusso Comando Unico non farebbe una reale differenza (nella lotta alla criminalità), anche perché coinvolgerebbe solo i comuni della Valle, non l’intero territorio su cui si estende il bosco del Rugareto».

«L’obiezione non regge»

Un’obiezione che Rossetti contesta: «Questa obiezione, fatemi dire, non regge: nessuno ha mai sostenuto che sarebbero gli agenti del Comando Unico a intervenire tra gli alberi». «Il punto è piuttosto un altro: un Comando Unico offrirebbe una cornice stabile e non emergenziale per gestire la sicurezza a livello intercomunale, con più mezzi, più organico coordinato e maggiore capacità di accedere a fondi — condizioni che pesano anche sulla percezione di sicurezza dei cittadini, oggi alimentata da ricorrenti episodi di degrado urbano oltre che dal recente fatto di cronaca nera».

Il sostegno di Luca Vergani

Rossetti sottolinea inoltre di non essere sola in questa lettura: «Anche Luca Vergani, consigliere comunale a Marnate e segretario comunale di Forza Italia a Marnate, è stato uno dei primi sostenitori della necessità di superare la logica dei singoli comandi e ha più volte segnalato come il vuoto istituzionale rischi di spingere i cittadini verso forme di autotutela spontanea. Una preoccupazione che condivido pienamente».

Il tavolo tecnico di Solbiate Olona

La conclusione guarda quindi alla necessità di una strategia condivisa: «La sicurezza dei nostri territori non può essere affidata all’improvvisazione. Servono soluzioni studiate e misurate sui dati, come si sta provando a fare con il tavolo tecnico avviato a Solbiate Olona — a cui, ricordiamo, Gorla Minore ha scelto di non partecipare». «Apprezziamo la trasparenza con cui le Amministrazioni comunicano le proprie scelte e i propri indirizzi; ci auguriamo tuttavia che, su un tema delicato come la sicurezza, tali scelte vengano prese guardando esclusivamente all’interesse dei cittadini e del territorio, e non a logiche di campanilismo». E infine l’affondo sul futuro della gestione associata della sicurezza: «Il Comando Unico di Polizia Locale, come altre forme di gestione associata che guardano al futuro, se non sarà scelto con lungimiranza oggi, sarà imposto dalla necessità domani».

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