VARESE – È stata una domenica ad alto contenuto politico quella vissuta ieri (6 settembre) a Varese. Soprattutto in casa centrodestra. Se la dovessimo riassumere con un’immagine, sarebbe questa: Lega, Forza Italia, Fratelli d’Italia e Lombardia Ideale chiusi in consiglio comunale a discutere il pgt e Futuro Nazionale a maramaldeggiare prima dentro al Salone Estense e poi in piazza del Garibaldino. Insomma, il centrodestra ufficiale, che su alcuni emendamenti è andato in ordine sparso (ma questa non è più una novità) ad assolvere il dovere istituzionale, che difficilmente arriverà ai varesini, i vannacciani per strada a mietere consensi. Tanto per dire: la petizione contro la moschea di via Giusti ha incassato più di 200 firme in un paio d’ore di gazebo.
Il grande sogno
Con il lancio della candidatura a sindaco di Piero Galparoli si è palesato anche il grande sogno dei vannacciani: andare da soli alle prossime amministrative in programma per il 2027. Possibile? Probabile, se gli astri, o meglio le date elettorali si allineeranno.
Calendario alla mano
Ci spieghiamo meglio. L’anno prossimo gli italiani saranno chiamati a votare per le amministrative, in provincia di Varese sono molti i comuni interessati – tra cui Varese, Busto e Gallarate – e per le Politiche. E qualora i due appuntamenti dovessero essere scissi, con le amministrative in primavera e le politiche in autunno, la corsa solitaria di Futuro Nazionale potrebbe davvero concretizzarsi. E se così fosse, i futuristi sarebbero pronti a giocare le partite locali per “contarsi”, con il generale Roberto Vannacci che, forte del consenso acquisito, potrebbe poi sedersi al tavolo per trattare l’ingresso in coalizione sul piano nazionale. Forza Italia e Lega permettendo.
Ed è partendo da questo ragionamento che i futuristi sono rientrati dalle ferie galvanizzati e con obiettivi chiari. A questo punto la domanda è d’obbligo: il magmatico mondo di Futuro Nazionale, che è un partito ma non ha ancora un’organizzazione capillare, riuscirà a reggere l’urto della scorpacciata amministrativa? E con quali uomini in campo? Vediamoli.
Galparoli a Varese
Partiamo da Varese. L’uomo futurista è Piero Galparoli. Il suo nome è stato lanciato da Luca Ferrazzi, numero uno dei vannacciani in provincia di Varese e in Lombardia. Insomma, un’uscita che non può essere stata fatta per bruciare la candidatura. Attenzione però all’underdog Sara Rasconà, il volto femminile più noto tra i futuristi locali e che potrebbe venire lanciata qualora Galparoli dovesse essere dirottato (un anno dopo, ovvero nel 2028) nella corsa a consigliere regionale.
Sempre su Varese non si può non citare Daniele Parisi, uno della primissima ora, che fa parte del direttivo nazionale e che, pur senza apparire, “lavora alla macchina” con determinazione e costanza. E poi c’è Dario Mazzola, un nome che potrebbe diventare il primo segretario cittadino di FN.
Discorsi ancora acerbi a Busto, ma soprattutto a Gallarate.
Partiamo da Gallarate. Chi pensa che Nicola Mucci sia entrato in Futuro Nazionale per “pettinare le bambole” si sbaglia. L’ex sindaco (ed ex forzista), pronto a richiamare altre truppe azzurre in Futuro Nazionale al momento giusto, potrebbe essere l’uomo giusto per Roma. O per Gallarate, ma solo in caso di terzo mandato (ipotesi non più peregrina), quindi con Andrea Cassani in campo.
A Busto, invece, dopo la fuga in avanti sul nome di Ettore Guarneri (di una possibile candidatura del presidente dei Frogs i futuristi ne hanno parlato davanti una pizza da Capri, prima a inizio estate) i fari si sono spenti. Anche perché qui, più che altrove, ci sono diversi “galli” nel pollaio. Due su tutti: Max Rogora, forte del ruolo da consigliere comunale e Massimiliano Nardi, ex coordinatore cittadino di Fratelli d’Italia, che – dicono gli insider – accarezza il sogno di una candidatura. Entrambi nomi forti: il primo (Rogora) per il legame con il Generale (in questi mesi l’ha seguito un po’ dappertutto in giro per l’Italia); il secondo (Nardi) per l’appartenenza al filone di Gianni Alemanno, l’uomo – dicono i vannacciani – che sta trattando l’ingresso (o meno) nel centrodestra a Roma. E proprio Alemanno, a ottobre, sarà a Busto per un importante convegno firmato Futuro Nazionale.
Senza dimenticare il futurista numero 1, colui che prima di tutti in città ha seguito il generale, ovvero Stefano Sartori, imprenditore e persona che fino a questo momento ha scelto di restare un passo indietro per far crescere la realtà futurista bustocca. Certo qualora venisse chiamato a fare “due passi in avanti”, da bustocco doc difficilmente direbbe di no.
Il nodo Sabba
Fosse per il sindaco Emanuele Antonelli il valzer della possibile alleanza con Vannacci sarebbe già risolto. Anzi, a Busto possiamo dire che si è già concretizzato nei fatti, visto che in giunta un vannacciano c’è: Matteo Sabba.
Non è più un mistero, infatti, che l’assessore bustocco Matteo Sabba sia ormai uomo del generale. Un caso che Emanuele Antonelli, il sindaco, ha scelto di non affrontare, visto che sta in una giunta di centrodestra e appartiene a un partito che al momento è una componente apocrifa della coalizione. Poi il perché Antonelli abbia scelto il silenzio difensivo su Sabba resta un quesito che in città tanti si pongono, ma al quale non c’è risposta. Sta di fatto che la cosa, sottobanco, disturba dentro il centrodestra e pure tra i vannacciani. Eppure, nessun leghista, nessun forzista fiata e pone il caso politico. Chissà perché. Per convenienza? Per consapevolezza di non avere le misure per reggere la forza d’urto di un sindaco che ha ben salde in mano le redini del governo cittadino? Boh!
E Luca Ferrazzi?
Ferrazzi, piaccia o non piaccia, è l’uomo dal fiuto politico sopraffino. Fino a questo punto non ha sbagliato una mossa e ha centrato anche i tempi giusti per metterle a segno. In Regione, ad esempio, non c’è ancora un gruppo di Futuro Nazionale in consiglio, ma c’è chi è pronto a scommettere che ci sarà a breve, con qualche illustre passaggio al quale proprio Ferrazzi sta lavorando.
Non solo. Roberto Vannacci ha scommesso sul politico gallaratese per la costruzione dei nervi e dei capillari territoriali di Futuro Nazionale in Lombardia. È chiaro quindi che sarà lui, insieme ai vertici, a decidere se il suo domani politico sarà a Roma, oppure in Regione. C’è chi dice la seconda opzione, perché il lavoro sul territorio richiede presenza e un conto è stare a Roma, altro è essere presente a Milano.
Biglietteria affollata
Questi sono i nomi noti, poi c’è tutta la “cantera” futurista, composta da vannacciani entusiasti del verbo del generale, ma che – diciamolo chiaro e tondo – non è che si siano messi a fare politica “gratis et amore Dei” e quindi hanno la giusta ambizione. Nomi e volti nuovi, presenti, attivi sul territorio e che stanno “in biglietteria” per capire se ci sarà un ticket anche per loro – attenzione alle reazioni per le attese deluse. Questo per dire che Futuro Nazionale può contare su chi conosce le regole del gioco, ma anche su coloro che queste regole puntano a cambiare (per lo meno nelle intenzioni).
Pedine intercambiabili
Lo schema riportato sopra è chiaramente in divenire e quindi nomi e ruoli potrebbero anche mutare nel volgere di poco tempo. Quello che non cambia è la strategia vannacciana in provincia di Varese che recita: un futurista varesino a Roma, uno (o due) vannacciani in Regione e, sulle amministrative, soprattutto nei grandi comuni, un candidato sindaco del Generale. Questo per dire che l’unica forza politica con le idee chiare nel campo del centrodestra è Futuro Nazionale. Che, con una Lega in affanno e in attesa di Pontida e una Forza Italia che non sa che pesci pigliare si trova davanti una prateria. Adesso per percorrerla ci vogliono i cavalli.
