Rasconà: «Vannacci ha ragione. Il reato di femminicidio? Inutile introdurlo»

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Sara Maria Rasconà

LONATE POZZOLO «Il reato di femminicidio? Non era necessario introdurlo. L’omicidio è già previsto e punito dal nostro ordinamento con il massimo della pena». È questa la posizione espressa da Sarà Rasconà, referente del comitato varesino di Futuro Nazionale, durante l’intervista negli studi di Malpensa24 Tv. L’avvocato, chiamata a commentare una delle affermazioni più discusse del generale Roberto Vannacci, ha sostenuto che il nuovo reato autonomo non aggiunge tutele rispetto a quelle già previste dal codice penale.

Tutelare la vita indipendentemente dal genere

«Il bene giuridico tutelato è la vita, indipendentemente dal genere, ed è già protetto dall’articolo 575 del codice penale che disciplina l’omicidio volontario», ha spiegato Rasconà. Secondo la referente di Futuro Nazionale, il risultato sarebbe stato identico ricorrendo alle aggravanti già previste dalla normativa: «Il delitto Turetta, avvenuto prima dell’introduzione del reato di femminicidio, è stato comunque punito con l’ergastolo. Questo dimostra che le norme esistenti erano già in grado di garantire la massima tutela».

Il coraggio di Vannacci di dire le cose come stanno

Nel corso dell’intervista Rasconà ha ribadito anche le ragioni della sua adesione al movimento guidato da Roberto Vannacci. «Mi sono ritrovata nelle sue idee. Ha avuto il coraggio di dire quello che molti pensano ma non esprimono», ha affermato, citando tra i temi condivisi quello della remigrazione, che considera «una questione di rispetto delle regole e non un tema ideologico». Sul fronte della sicurezza ha infine descritto una Varese «che mostra segni di cedimento», raccontando di essersi sentita più volte seguita mentre camminava in centro città.

L’intervista integrale

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