Civicamente: «Da Strade Verdi alle ville della mafia, a San Vittore proclami-boomerang»

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SAN VITTORE OLONA – «Quando i proclami diventano boomerang». È quanto accade a San Vittore Olona secondo il gruppo di minoranza Civicamente, che cita in proposito il progetto “Strade Verdi” e la gestione delle ville confiscate alla criminalità organizzata. Mentre «tralasciamo i commenti sulla fiera che si è commentata da sola».

Lavori davanti alle scuole in forte ritardo

Il primo caso citato da Civicamente-Lista della società civile Daniela Maria Rossi sindaco è quello delle «pubbliche ed entusiastiche dichiarazioni del sindaco Zerboni a proposito dell’inizio lavori del progetto Strade verdi. Vi ricorderete tutti l’annuncio che stabiliva nel 13 luglio l’inizio delle attività di cantiere davanti alle scuole elementari con termine previsto dopo cinque settimane, giusto prima della riapertura delle scuole. A tale proposito è ancora affissa l’ordinanza 27 con cui si vieta il transito dal 13 luglio al 25 agosto 2026. Orbene, le scuole inizieranno tra una settimana ma solo l’altro giorno si sono viste le ruspe per iniziare la fresatura di una parte dell’asfalto (nella foto in alto). Se i tempi di lavorazione sono quelli enunciati, ne avremo almeno fino a metà ottobre: proprio quello che ci vuole per favorire la sicurezza di bambini, genitori, nonni e dipendenti della scuola. Altro che anticipare la fiera…».

Tutto fermo sulle ville confiscate alla mafia

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L’altro caso sono le «dichiarazioni alla Trump: sempre più spesso – lamenta ancora il gruppo che fa capo all’ex sindaco Daniela Rossi – ci sentiamo propinare vere e proprie “sparate” sia dal vice sindaco, nel caso della fiera, sia, a ogni piè sospinto, dal sindaco stesso. Illuminante quanto accaduto lo scorso 30 ottobre a Rescaldina davanti a tanti colleghi e autorità del territorio. Durante la Settimana della legalità si era tenuto un incontro per analizzare l’annoso problema della gestione da parte dei Comuni dei beni confiscati alle mafie». Sul territorio sanvittorese ci sono tre di questi immobili, di cui due in carico al Comune: la villa di corso Sempione (nella foto sopra), di cui l’amministrazione Rossi ha avviato la ristrutturazione con fondi Pnrr, e la villa di via Mazzini.

«In quella sede – ricorda l’ex sindaco – ero intervenuta sottolineando le difficoltà che i Comuni riscontrano nel ristrutturare questi beni, il che rende il loro utilizzo estremamente complicato e difficoltoso. Subito dopo le mie considerazioni prese la parola il sindaco Zerboni con quello che fu definito “un vero colpo di scena” che per chiarezza riporto di seguito: “Smentisco l’ex sindaco, perché usciremo a breve con un bando perché abbiamo trovato degli investitori sulla villa della mafia di via Mazzini che sono interessati ad acquisirla e ristrutturarla. Probabilmente il progetto precedente non era allettante per gli investitori. Siamo riusciti a trovare un progetto che può essere interessante non solo per San Vittore e sono sicuro che riusciremo a rimettere in circolo questo bene”. Ebbene, dopo quasi un anno, dopo varie richieste di aggiornamenti e chiarimenti, abbiamo scoperto che i famosi investitori non ci sono e che, alla fine, “il progetto che può essere interessante” evidentemente non lo è. Ci troviamo al punto di partenza e per vanità e superficialità, probabilmente, non sono nemmeno stati chiesti i contributi che Regione destina a questi scopi».

La fiera divide San Vittore. Organizzatori: «Bellissima». Io Partecipo: «Un buco nell’acqua»

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