NOVARA – Un vertice delicato, ma che potrebbe segnare la svolta per il futuro della Radici Chimica di Novara. L’ultimo incontro tra azienda e sindacati, svoltosi ieri pomeriggio 8 settembre, ha fatto registrare un netto cambio di passo nella complessa vertenza che sta tenendo con il fiato sospeso il polo industriale. Dopo le tensioni delle scorse settimane e il braccio di ferro iniziale sui salari, le parti sono entrate finalmente nel merito del piano di salvaguardia in un’atmosfera decisamente più distesa, che apre a prospettive meno drastiche per i lavoratori coinvolti.
Clima più disteso al tavolo
A tracciare il bilancio della giornata è Christian Bertuletti della Cgil, che ha partecipato direttamente alle trattative: «Siamo entrati nello specifico delle azioni adottate nel piano di salvaguardia – spiega il sindacalista – Registro un clima più disteso e l’intento dell’azienda di condividere con le Rsu gli step delle azioni, una volta che il documento sarà presentato ufficialmente a noi, al Ministero e agli enti previsti dalla procedura».
La strategia: ricollocamenti e pensionamenti
Il risultato politico e sindacale più rilevante emerso dal vertice è l’intesa sugli ammortizzatori sociali. «C’è la condivisione sull’apertura della cassa integrazione straordinaria – conferma Bertuletti – Questo passaggio è fondamentale perché permetterà l’accesso immediato alle politiche attive della Regione Piemonte. In sintesi, tramite un’operazione di ricollocamento interno ed esterno, si lavorerà per limitare al massimo le uscite, con un focus mirato sui pensionamenti».
L’obiettivo prioritario è evitare licenziamenti traumatici: da un lato accompagnando i lavoratori anagraficamente più vicini alla pensione verso l’uscita volontaria, dall’altro cercando nuove sistemazioni e percorsi di riqualificazione per il resto del personale.
Formazione e ruolo centrale delle Rsu
Un aspetto cruciale dell’intesa riguarda il metodo di gestione della crisi, che non sarà calato dall’alto. La direzione aziendale ha garantito il coinvolgimento diretto delle rappresentanze sindacali unitarie per la gestione del personale all’interno del perimetro aziendale. «Sulla ricollocazione interna saranno comunque coinvolte le Rsu – precisa l’esponente della Cgil – Soprattutto valuteranno le competenze e i bisogni di formazione. L’ammortizzatore sociale interverrà proprio per sostenere attivamente i percorsi di formazione e riqualificazione del personale».
Le prossime tappe e l’incognita dell’energia
L’iter burocratico subirà ora un’accelerazione decisiva. Entro il 14 settembre verrà consegnato il piano definitivo al sindacato e agli enti preposti, passaggio propedeutico alla successiva convocazione a Roma da parte del Ministero.
