Vuelta, a Siviglia sfreccia ancora Brennan. Domani il mano a mano Mas-Roglic

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Lo volata vincente di Matthew Brennan a Siviglia (Sirotti)

SIVIGLIA (SPA) A Siviglia, traguardo della 17a tappa della Vuelta, è ancora Matthew Brennan a fare festa. Stavolta alle sue spalle sfilano il belga Meeus, il danese Cort e l’italiano Romele. Alessandro covi, il “Puma di Taino, ha chiuso al 12° posto. Brennan. con 5 successi nel suo primo grande giro, batte così il record di Fernando Gaviria che al Giro 2017 arrivò a quota 4. Ed è record anche per la sua Visma che 7 successi non li aveva mai colti. E domenica a Granada potrebbe arrivare facilmente a otto, magari con Van Aert. A questo proposito, ovvero quando gli è stato chiesto come correrà la sua Visma a Granada, se per lui o per il belga, Brennan ha dato una risposta simpatica: “Non posso rispondere a questa domanda”.

Brennan scaltro

Oggi Van Aert non è stato brillantissimo a lanciare la volata del suo compagno, anche perché nell’avvicinamento s’era dovuto mangiare parecchio vento. Brennan se ne è accorto e si è lanciato dalla ruota di Cort. La sua Uno-X, dopo l’inutile e strana tirata di un Netcompany, aveva guidato le operazioni per mettere il campione danese nelle migliori condizioni, ma quando Brennan è partito Cort è tornato indietro.

Domani la grande sfida contro il tempo

Domani, giovedì 10 settembre, la tappa che potrebbe sentenziare questa Vuelta. Dalla Plaza de Toros di El Puerto de Santa Maria, una delle più antiche e autentiche di Spagna, a Jerez de la Frontera, in provincia di Cadice, piena Andalusia, per una crono di 32,1 km praticamente piatta (solo 217 i metri di dislivello).

Enric Mas, in maglia rossa, parte con 2’06” di vantaggio su Felix Gall e 2’10” su Primoz Roglic. Ma il punto debole di Mas, almeno per il corridore che abbiamo visto prima di questa Vuelta, è sempre stato la cronometro. Non che Gall nelle prove contro il tempo sia un fulmine, anzi. Basti ricordarselo in Versilia, al Giro, quando sui 42 km perse 1’21” da Jonas Vingegaard. Il casco aero senza visiera e con occhiali da sole, per sentirsi più comodo (come lui stesso disse), fu una scelta assurda. Da Fantozzi alla Coppa Cobram. Totalmente contro i principi dell’aerodinamica e la dimostrazione di un’attitudine sbagliata, perdente. Vedremo come si presenterà al via domani.

Felix Gall nella crono della Versilia al Giro (Sirotti)

Fatto sta che per la maglia rossa, almeno in questa occasione, dovrebbe essere un mano a mano tra lo spagnolo e lo sloveno. Roglic può essere considerato un ottimo specialista e non solo per avere vinto l’oro olimpico a Tokyo. In ventidue scontri diretti nelle prove individuali contro il tempo, dall’Algarve 2017 a Monaco, Roglic ha sempre fatto meglio. Su 548 km il divario totale è stato di 1.584 secondi, con una differenza media di circa 2”9 al km. Si può ipotizzare quindi, che domani lo sloveno possa guadagnare tra 1’30” e 1’45” anche  se a Monaco, prima frazione di questa corsa, la differenza sui 9,4 km è stata di soli 11 secondi. L’impressione è che se Mas conservasse la maglia rossa, sarebbe poi difficilissimo togliergliela perché lo scalatore della Movistar finora è stato il più forte in salita. E dalla crono a Granada ci saranno due dure tappe di montagna.

La polemica per il body

Nel frattempo, alla vigilia, il clan Movistar innesca la polemica sul body sostenendo che tra il body della squadra (Gobik), e quello che l’organizzazione fornisce ai leader della classifica (Santini), ci siano 20 watt di differenza. Una differenza che la Movistar quantifica in 20 secondi. Ovviamente a vantaggio del fornitore della squadra. Un’enormità.

Il video

Guarda qui il commento della 17a tappa, la presentazione della crono di Jerez e l’intervista a Giuseppe Martinelli

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