Walter Sabatini e la Busto del calcio: “Non nascondo che mi trovo a disagio”

Walter Sabatini ha collaborato con Triestina, Arezzo, Perugia, Lazio, Palermo, Roma, Inter, Sampdoria, Bologna, Salertina

BUSTO ARSIZIO – Chi meglio di Walter Sabatini, direttore sportivo di riconosciuta e prestigiosa carriera, può aiutare la Pro Patria a risalire la china lungo la quale è rotolata in questi ultimi campionati? Già, chi? Proprio Busto, piazza calcistica il cui blasone data altre epoche, che ha finalmente trovato un nuovo e stabile assetto societario e ha cercato la consulenza di un personaggio che non ha bisogno di biglietti da visita.

“Una scelta romantica”

Lui, Sabatini Walter, di ritorno allo Speroni dove, più di una quarantina d’anni fa, ha concluso la carriera di calciatore e, adesso, “con una scelta romantica sono di nuovo alla casella di partenza”. Lo dice a Monica Colombo, firma sportiva del Corriere della Sera, non a caso giornalista bustocca, che l’ha intervistato. Per affermare cose lusinghiere sulla serie A, altre un po’ meno su alcuni allenatori e, infine, per spedire un messaggio proprio alla Pro. Dichiarazione che lascia aperte alcune porte, non tutte rassicuranti. Alla domanda: Lei ha lanciato decine di campioni, come scoverà il talento giusto per la squadra di Busto che milita tra i dilettanti?” La risposta: «Intanto devo ammettere che sto facendo fatica ad agire all’interno di un contesto dove non si assecondano le mie idee dinamiche. Ho bisogno di agilità e velocità. Non nascondo che mi sto trovando a disagio e io non voglio sprecare i miei ultimi anni. Sono entrato nella terza, forse la quarta età».

Laboratorio calcistico

Cosa significa, che Busto Arsizio non lo sta gratificando? Molto più facilmente, Sabatini vorrebbe mettere mano con maggiore intensità alla squadra, intervenire, interloquire, fare e disfare come da sua abitudine. Di nuovo: “Dentro sento l’entusiasmo di quando iniziai a lavorare per la Triestina e avevo 39 anni. Vorrei tornare a quella fase della mia vita, e creare il mio laboratorio calcistico». Tanta roba: un laboratorio calcistico firmato Sabatini a Busto Arsizio? Non lo lasciano fare? Ma neanche, Walter Sabatini è nella sua casa di Roma, gli mandano i video degli allenamenti e delle partite, parla con la squadra e con i suoi dirigenti.

“La mia catarsi”

Forse manca la presenza fisica, impedita da una salute compromessa dal fumo di sigarette a raffica, che gli hanno segnato i polmoni. Non è un segreto: Monica Colombo lo scrive in chiaro sul Corriere. E lui, di rimando: “Ho voluto ricominciare, con una sorta di catarsi. Sono tornato per offrire una consulenza alla Pro Patria, la squadra dove smisi di giocare 43 anni fa”. Insomma, un ritorno al futuro. A una condizione, però: che non lo blindino coi suoi progetti. Dopo i tanti “apprendisti stregoni” che si sono succeduti negli anni nella Busto calcistica, ora c’è un mago vero. Ma per concretizzare le sue magie ha bisogno di libertà e spazi. Chi si assume la responsabilità di negarglieli?

E’ tutto vero: Walter Sabatini entra nel progetto Pro Patria

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