MALPENSA – Milano e Torino sempre più vicine sul fronte aeroportuale, ma per conoscere il destino dell’operazione serviranno ancora alcune settimane. Il dossier sull’ipotesi di integrazione tra Sea, la società che gestisce Malpensa e Linate, e Sagat, che controlla l’aeroporto di Caselle, dovrebbe arrivare sul tavolo degli azionisti entro ottobre.
A confermare il nuovo calendario è stato l’amministratore delegato di Sea, Armando Brunini, intervenuto a Malpensa durante il sopralluogo del cantiere per l’ampliamento del Terminal1. «Entro ottobre le nostre conclusioni saranno pronte, poi le consegneremo ai soci che le valuteranno». «C’è uno studio in corso», ha aggiunto, sottolineando che «la nostra competenza è quella di valutare le sinergie e la valenza industriale di questa ipotesi e ci vorrà ancora qualche settimana». Guarda il video:
Il ruolo di F2i e gli equilibri societari
L’obiettivo dell’operazione è quello di arrivare alla creazione di un grande sistema aeroportuale integrato del Nord-Ovest, mettendo in relazione gli scali milanesi con quello torinese.
Al centro dell’operazione c’è 2i Aeroporti, fondo controllato da F2i e Asterion. La società possiede il 100 per cento di Sagat ed è contemporaneamente il secondo azionista di Sea, con una partecipazione del 45 per cento.
Per quanto riguarda gli equilibri della futura realtà integrata, il Comune di Milano manterrebbe un ruolo determinante. Palazzo Marino oggi detiene il 54,8 per cento di Sea e, secondo l’ipotesi sul tavolo, conserverebbe la maggioranza assoluta anche nella nuova struttura, con una quota intorno al 51 per cento.
Tre scali con funzioni diverse
La scommessa industriale dell’integrazione passa soprattutto dalla possibilità di valorizzare le diverse caratteristiche dei tre aeroporti.
Malpensa manterrebbe il ruolo di principale porta d’accesso per il traffico internazionale e intercontinentale, mentre Linate continuerebbe a svolgere la funzione di city airport, con una forte vocazione verso il traffico business e i collegamenti europei. Per Caselle, invece, l’ipotesi è quella di rafforzare il ruolo di scalo regionale, puntando in particolare sul segmento low-cost e sul traffico turistico, oltre a migliorare i collegamenti con il territorio piemontese.
Una prospettiva che trova il favore anche dei vertici dello scalao torinese. L’amministratore delegato di Sagat, Andrea Andorno, nei giorni scorsi aveva già infatti definito positivamente l’ipotesi di integrazione: «Un’operazione di consolidamento non può che essere positiva per tutti gli attori coinvolti», richiamando i precedenti di sistemi aeroportuali integrati già presenti in Italia e in Europa.
Risiko aeroporti: Sea (Malpensa e Linate) verso la fusione con Torino
