Rapina in villa a Sesto, la testimonianza: «Erano in quattro e con una pistola»

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SESTO CALENDE – Emergono nuovi dettagli sulla rapina avvenuta lo scorso giovedì, 17 settembre, in una villetta in zona Sant’Anna a Sesto Calende (foto di repertorio). A raccontare quegli attimi di terrore è proprio uno dei componenti della famiglia, seduta a cena quando quattro uomini hanno fatto irruzione nella loro abitazione. 

Le minacce e la pistola 

Dalle prime informazioni emerse, sembrava un tentativo di furto degenerato in rapina, E invece secondo la sua versione è stata «un’azione deliberata e organizzata ai danni di persone che si trovavano all’interno della propria abitazione». E racconta: «Quattro uomini si sono presentati durante l’ora di cena, quando era prevedibile trovare la famiglia in casa, hanno fatto irruzione e hanno aggredito e minacciato i presenti, arrivando a utilizzare una pistola e a prospettare conseguenze gravissime qualora le loro richieste non fossero state assecondate».

Aggressione pianificata 

Le vittime non hanno dubbi. «E’ stata un’aggressione pianificata ai danni di una famiglia». E spiegano: «E’ indispensabile distinguere chiaramente tra ciò che è stato accertato dagli investigatori e ciò che è stato effettivamente vissuto dalle vittime. La famiglia ha vissuto una situazione di pericolo concreto per la propria incolumità, non la semplice intrusione di qualcuno alla ricerca di oggetti da rubare. Solo la prontezza di reazione dei familiari e la tempestiva richiesta di aiuto hanno consentito agli aggressori di fuggire prima che la situazione potesse degenerare ulteriormente».

La paura 

Due giorni dopo, sono ancora la paura e il senso di impotenza a dominare i pensieri di un padre di famiglia a cui hanno violato la propria serenità domestica all’interno delle mura di casa. «Tre mesi fa – scrive in una lettera inviata in redazione, di cui omettiamo la firma – un episodio analogo si è verificato in un comune limitrofo e, a quanto risulta, i responsabili non sono ancora stati individuati. Ora si verifica un nuovo episodio, ancora più grave, nel quale una famiglia viene aggredita direttamente all’interno della propria abitazione. Una volta può essere considerata un’eccezione. Due episodi ravvicinati impongono almeno una domanda. Che cosa devono fare i cittadini? Devono semplicemente chiudersi in casa? Devono vivere con la paura che quattro persone possano presentarsi durante l’ora di cena e aggredirli nella propria abitazione? Devono difendersi da soli? Questa è una domanda alla quale le istituzioni e chi ha la responsabilità della sicurezza pubblica devono dare una risposta. Non è accettabile che una famiglia debba sentirsi insicura persino all’interno della propria casa e che, dopo aver subito un’aggressione di questo tipo, debba anche leggere una ricostruzione giornalistica che rischia di ridimensionare la natura e la gravità di quanto accaduto. Il problema non è creare allarmismo. Il problema è l’esatto contrario: non minimizzare».

Furto in casa si trasforma in rapina: vittima una famiglia di Sesto Calende

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