Salvini a Pontida sfida i ribelli: «A ottobre congresso federale straordinario»

PONTIDA – Il colpo arriva nel finale quando Matteo Salvini, dopo quasi un’ora di discorso, sfida i ribelli: «A ottobre ci sarà un congresso federale straordinario e se verrò confermato segretario, da quel momento si viaggerà tutti compatti e senza voci fuori dal coro». Questo ha detto il Capitano sul palco di Pontida in chiusura del suo lungo intervento, richiamando spesso all’unità e ripetendo a più riprese che «si vince uniti».

E poi ha ribadito: «E chi era in Lega e, da quando è uscito, continua a sparare contro di noi solo per questioni di poltrone, non avrà spazio in alcun modo». Una bordata agli ex leghisti che vanno da Grimoldi a Castelli, senza dimenticare Vannacci.

Il pratone e le bandiere

All’occhio meno avvezzo, non c’è stata differenza tra la Pontida di oggi – domenica 20 settembre – e quella di qualche anno fa. Il colpo d’occhio sul pratone, soprattutto da alcuni punti di osservazione, era appagante. Però l’emorragia di partecipanti c’è stata e non sempre lo sventolio di bandiere territoriali è riuscito a mascherarla del tutto.

T-shirt bianca, non bandiera bianca

Ma il test non era tanto su quanti leghisti c’erano e quanti sono rimasti a casa, bensì sul Capitano e su quanto avrebbe detto. E così, Matteo Salvini, t-shirt bianca ma non bandiera bianca, ha dato vita a un discorso senza troppe sorprese e che, solo in un paio di passaggi, ha scatenato le truppe del Capitano assiepate sotto il palco.

Il Salvini pensiero

Lavoro, immigrazione, la crociata contro il burqa, la pensione a quota 64, i bacioni alla Le Pen e a Sbardella, concetti che sono nelle corde del Salvini pensiero da tempo. Il Capitano poi, per dare vigore all’intervento, mette sulla “forca dialettica” i nemici: le sinistre, i Grimoldi, i Castelli, i Vannacci. Senza però mai fare nomi e cognomi. Fino al colpo di scena finale: congresso federale a ottobre e, vediamo chi ancora comanda e comanderà in Lega. E a inizio intervento ha attaccato la stampa, in particolare La Repubblica e il Foglio: «Sono servi del regime».

Sardone a Milano

Era nell’aria ed è arrivato il lancio della candidatura a sindaco di Milano di Silvia Sardone: «La mia città ha bisogno di un sindaco che conosca i quartieri, le strade, i cittadini e i veri problemi della città. E questa persona è Silvia Sardone. Con lei porteremo via alle sinistra il governo di Milano».

La stoccata di Giorgetti

Prima di Matteo Salvini sul palco sono saliti i big, e tra questi anche i capataz ribelli che hanno usato toni più sfumati. Da Massimiliano Romeo, che ha rilanciato l’idea delle due Leghe sul modello Cdu-Csu o delle tre Leghe Nord, Centro e Sud, al governatore della Lombardia Attilio Fontana. Fino al Doge Luca Zaia, che in giacca e cravatta ha ribadito il concetto che «la Lega è un partito liberale». Presente anche esponenti dalla provincia di Varese, tra questi l’eurodeputata Isabella Tovaglieri (che ha distribuito le sue magliette con la scritta Remigrazione), i deputati Manuela Maffioli e Stefano Candiani e il segretario provinciale Andrea Cassani.

Toni distesi quindi, segno che l’Armageddon o è stato archiviato o è stato rinviato in sede congressuale. Non è mancato l’intervento del ministro Giancarlo Giorgetti: «A chi ha deciso di non venire oggi dico: senza di voi lo spirito di Pontida muore. Suolo significa terra e identità. E se aggiungi la parola “fratelli” e “liberi”, viene fuori una parola magica che è federalismo. Ecco perché voi siete venuti a Pontida oggi».

Pontida lega salvini congresso – MALPENSA24
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