Record di squadre World Tour per la 107ª Coppa Bernocchi di Legnano al via il 5 ottobre

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Da sinistra: Gianni Dolce, Lorenzo Radice, Luca Roveda, l’assessore allo sport Guido Bragato e l’altro vicepresidente dell’Us Legnanese Roberto Taverna

LEGNANO – Prima “bandiera a scacchi” per la 107ª Coppa Bernocchi-50° Gp Banco Bpm oggi, lunedì 21 settembre, con la presentazione a Palazzo Malinverni (nella foto sotto il titolo) della gara che lunedì 5 ottobre riporterà il grande ciclismo internazionale a Legnano. Quest’anno al via ci saranno ben 16 delle 18 squadre World Tour (quelle che partecipano a Giro e Tour), un record per una prova Uci ProSeries 1.Pro.

Il presidente della U.S. Legnanese 1913 Luca Roveda (a capo anche della Fondazione Palio di Legnano) ha ricordato nell’occasione «i valori che da secoli caratterizzano il nostro territorio nell’850° della Battaglia di Legnano e gli eventi del trascorso fine settimana, che richiedono mesi di lavoro. Un lavoro compiuto con l’orgoglio di portare avanti una storia unica». Per il sindaco Radice «la Coppa Bernocchi è uno degli eventi che segnano l’anno per la città e l’identità del nostro territorio. Un territorio che corre, che ama correre, a piedi, in bici e perché ama sostenere attività culturali, sportive, sociali».

Grandi testimonial alla presentazione

Seconda corsa del Trittico Lombardo inserita tra la Coppa Agostoni (che si correrà domenica 4 ottobre) e la Tre Valli Varesine (martedì 6), l’edizione di quest’anno della Bernocchi muoverà ancora da largo Tosi a Legnano alle ore 12.20 dopo la presentazione dei team in piazza San Magno dalle 11.00, con il trasferimento per la partenza in via XX Settembre e, lungo lo stesso rettilineo, il km 0 a San Giorgio su Legnano. Poi il percorso consolidato, suddiviso in tre settori: il primo in piano con tre traguardi volanti, a Parabiago, a Nerviano e a Cerro Maggiore, e medie veloci, intorno ai 50 km/h; poi il circuito in Valle Olona, con le salite “Caramamma” e del “piccolo Stelvio”, ma di 7 e non più 8 giri («scelta – ha spiegato il vicepresidente dell’Us Legnanese 1913 Gianni Dolce – condivisa con i ds di tante squadre, perché siamo in finale di stagione e in un periodo denso di gare»); infine, il ritorno in piano con corsa ancora più veloce e sempre molto aperta fino all’arrivo, fissato come l’anno scorso in via XX Settembre a Legnano ma in senso inverso rispetto alla partenza, con il traguardo all’altezza di via Pisacane. La gara sarà trasmessa in diretta su Rai Sport e su Eurosport.

La presentazione ufficiale di quella che si annuncia come «un’edizione di altissimo livello» si è svolta alla presenza di grandi ospiti, protagonisti che hanno scritto pagine importanti della storia del ciclismo internazionale. Fra loro Alberto Volpi e Giacomo Nizzolo (nella foto sopra); quest’ultimo ha riassunto la sua vita in queste tre parole: «adrenalina; crescita, nei momenti difficili; e scoperta, al momento di ritirarmi dalle gare».

Un momento speciale è stato dedicato a Pino Pagani (sotto), 96 anni, leggenda vivente dello sport locale, anima della Coppa Bernocchi e memoria storica della Us Legnanese 1913, al quale Marco Linari ha dedicato un libro, “Pino Pagani dentro la storia dell’U.S. Legnanese”.

«Tutta la mia vita è nel ciclismo – ha raccontato Pagani – Sono nato in una famiglia di ciclisti. Un mio zio è morto in una gara, ero bambino ed ero lì ad assistervi. Non so che cos’è successo dentro di me, fatto sta che allora ho deciso di dedicare tutta la mia vita al ciclismo. A 15 anni ho conosciuto il mio papà putativo Pino Cozzi, lo storico presiedente della Legnanese. Ero sempre con lui, ho imparato moltissimo e dopo ho conosciuto tutti gli altri presidenti. Ho fatto tutto con il mio modo di fare, con spontaneità. Per me è sempre stato ed è un divertimento. Io vivo di ciclismo, ieri alle 8.00 ero al Castello con tutti i miei amici, come sempre. Ora – ha aggiunto – non posso più correre, ma seguo con tanta voglia quello che fa la Legnanese, che è stata la mia prima casa. E chiedo scusa a mia figlia (presente in sala, nda) per il tempo che le ho sottratto per questa passione». Un meritato omaggio a chi la Bernocchi l’ha vissuta, raccontata e custodita per decenni, diventando parte integrante della sua storia. In attesa della prossima pagina che si scriverà tra due settimane.

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