Busto co-capoluogo, primo atto. Il sindaco: «Vedo solo vantaggi»

BUSTO ARSIZIO – «Vedo solo vantaggi per Busto, non ci sono controindicazioni». Così il sindaco Emanuele Antonelli promuove la mozione del centrodestra per l’istituzione del co-capoluogo di provincia, transitata in commissione bilancio questa sera, 23 settembre. «Non so se ci vorrà un mese, sei mesi o sei anni – ammette il sindaco – ma provarci non ci costa niente».

Il dibattito in aula

Dopo un’estate di discussioni, la proposta del doppio capoluogo arriva in sala esagonale, primo atto dell’iter che porterà al voto del consiglio comunale il prossimo 29 settembre. A presentare la mozione è il capogruppo della Lega Simone Orsi, ideatore della proposta insieme all’ex ministro Francesco Speroni. «La provincia rimarrebbe una, e il consiglio provinciale rimane lo stesso, non ci saranno nuove poltrone – chiarisce Orsi – cambia solo la parte amministrativa degli enti periferici dello Stato».

Il sindaco favorevole

È il sindaco Antonelli a difendere la proposta: «Non lo chiediamo per campanilismo, ma perché possiamo avere solo benefici – sostiene il sindaco – ad esempio, l’accesso a fondi dedicati e canali di finanziamento riservati ai capoluoghi». Nella pratica poi i capoluoghi «hanno più consiglieri, assessori e dirigenti. A me servono due o tre assessori in più, perché oggi io devo fare il tappabuchi, ma la città potrebbe essere seguita molto meglio. Finanziariamente potremmo sostenerlo e non mi sarebbe dispiaciuto avere qualche persona in più a darmi una mano».

Dall’opposizione arrivano perplessità ma non una porta chiusa: al voto sarà infatti astensione. «Non chiudiamo le porte a iniziative positive – spiega il capogruppo del PD Maurizio Maggioni – ma quando si propone una legge che va in parlamento, il criterio demografico è problematico, la vedo difficile perché è molto astratto». Il riferimento è al fatto che si giustifica la richiesta con il fatto che gli abitanti di Busto Arsizio sono ormai nettamente (circa cinquemila) superiori a quelli di Varese. «In parlamento la legge riguarderà tre città nella stesa situazione – sottolinea Orsi – oltre a Busto, anche Sanremo e Civitanova Marche».

E il sindaco Antonelli ribatte ricordando che «sono tanti i bandi, anche quelli del Pnrr, in cui viene fatta differenza tra i capoluoghi di provincia e le altre città e io a Busto Arsizio non vedo niente di differente rispetto a Varese». Anche Forza Italia sostiene la proposta: «Ormai è Busto il punto di riferimento del territorio – rimarca il capogruppo azzurro Marco Lanza – il co-capoluogo porterebbe visibilità, peso politico, redistribuzione dei servizi, ma anche ulteriore indotto». Al voto la maggioranza approva e l’opposizione di astiene, incluso il vannacciano Max Rogora. «È giusto che si astenga, Futuro Nazionale vota sempre come il PD» provoca Antonelli.

Busto co-capoluogo di provincia, c’è la mozione. La firma tutto il centrodestra

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