Beppe Sala, sindaco di Milano, assente ingiustificato. Alla cerimonia d’intitolazione di Malpensa a Silvio Berlusconi ha preferito Inveruno, dove si inaugurava un nuovo complesso scolastico. Questioni di priorità, evidentemente. Lui, Sala, capo della Città Metropolitana, ha scelto di girare le spalle all’aeroporto per ragioni facili da intuire, di natura politica, per cosa se no? “Questioni di opportunità” precisa, cercando di non infierire, Ignazio La Russa, presidente del Senato durante il suo intervento in brughiera. “Mi auguro che chi non c’è possa ripensarci” insiste La Russa, invitando indirettamente le istituzioni municipali del capoluogo a rivedere la propria posizione rispetto al nome di Berlusconi.
Nome divisivo, sarebbe sciocco negarlo. Sala e i sindaci del territorio, ma di centrosinistra, si erano opposti ricorrendo al Tar. La risposta del Tribunale amministrativo equivale a un no secco alle istanze del ricorso: Berlusconi e Malpensa, binomio legittimo. Un imprenditore, un uomo di sport e politico milanese, fondatore di un partito a indicare l’aeroporto di Milano, il più importante e riconoscibile per la città, per la Lombardia e l’intero Nord.
Appunto, Milano. Soltanto settimana scorsa proprio Malpensa ha ospitato la presentazione di uno studio che la indica come riferimento ineludibile di chi, all’estero o nel nostro Paese, cerca in rete notizie sulla città e sulle sue porte d’accesso. “Aeroporto internazionale Milano Malpensa Silvio Berlusconi” è oggi scritto all’ingresso del Terminal 1. Dicitura che, al netto del territorio sul quale insiste e ne subisce gli effetti indotti, non ha bisogno di spiegazioni. Ribadiamo, Milano. E il suo sindaco? Non c’era all’evento promozionale e divulgativo, se così possiamo definirlo, di qualche giorno fa, non c’è alla cerimonia ufficiale di oggi, 25 settembre. Un’assenza per essere coerente con la contrarietà a Berlusconi? Una presa di posizione livorosa di espressione piddina, il suo partito? Una fuga politica, essendo la cerimonia targata centrodestra e, in primis, Forza Italia? “Ho lottato contro questa decisione, come potevo essere presente?” si giustifica il diretto interessato.
La scelta di onorare il Berlusca ha radici politiche e di bandiera, ha escluso il territorio, ha dimenticato altri possibili e forse più prestigiosi e specchiati personaggi degni di “battezzare” lo scalo, ha in sé una componente reverenziale nei confronti di una persona che ha attraversato da protagonista, nel bene e nel male, diversi stagioni della vita pubblica nazionale, ma al di là di simili considerazioni fa premio il valore istituzionale dell’avvenimento. Che un primo cittadino dovrebbe tenere sempre in salda considerazione, superando appartenenze e rancori, non dimenticando il ruolo e il fatto di essere comunque il sindaco di tutti. Anche di coloro che non la pensano allo stesso modo, che hanno prevalso in un eventuale confronto di principio e oggi celebrano un suo avversario a cui hanno intitolato l’aeroporto di Milano. Ecco, di Milano, di tutti i suoi cittadini e del sindaco che li rappresenta, di qualunque matrice essi siano.
Malpensa intitolata a Berlusconi. «Oggi Silvio è più vivo che mai». Milano assente
