TURBIGO – Pietà l’è morta. La notte dopo il cimitero di Magenta, è toccato a quello di Turbigo subire una razzia, con furti e danni ingenti (nelle foto). Statue abbattute, portaritratti e portavasi divelti, lapidi e coperture infrante. Gli autori del raid si sono accaniti anche sul chiosco dopo averne forzato la porta, devastandone l’interno (sotto). Dopo le segnalazioni di alcuni cittadini, e assieme al custode Elia Gualdoni, il sindaco Fabrizio Allevi e l’assessore Davide Cavaiani si sono recati sul posto con la Polizia Locale e i Carabinieri per prendere atto di quanto successo e attivarsi con tutte le misure necessarie.

«In questo senso – informa il sindaco – stiamo predisponendo dei modelli per quanto riguarda le denunce, che potranno essere fatte sia direttamente sul posto presso il chiosco di Elia Gualdoni sia al Comando della Polizia Locale. Gli uffici della PL domani, sabato, avranno un’apertura straordinaria dedicata anche in orario pomeridiano dalle ore 14.00 alle 18.00. Le denunce potranno essere presentate anche tramite un’apposita e-mail: cimiteroturbigo@comune.turbigo.mi.it».

Inoltre, per aiutare ancora di più le persone, in particolare gli anziani, il Comune ha messo a disposizione due operai che durante tutta la giornata di oggi hanno lavorato nel cimitero per aiutare chi ne avesse bisogno. Sul posto è presente anche la Protezione civile per presidiare l’area e assistere i cittadini.
Nella popolazione della zona, intanto, cresce, oltre alla rabbia, la paura. E in molti cominciano a chiedersi a chi toccherà la prossima notte.
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