BUSTO ARSIZIO – «Bombardati da ogni genere di iniziative al Museo del Tessile. Adesso basta». Scatta una petizione tra i residenti della zona attorno al parco del Tessile, che ormai si è imposto come la principale “area feste” della città. «Da maggio – si legge in un volantino affisso sul portone di uno dei palazzi vicino a via Volta – siamo costretti a chiuderci in casa per ripararci dal rumore e a lottare ogni giorno per i pochissimi spazi di parcheggio rimasti disponibili».
Le proteste
Il Museo del Tessile torna al centro delle polemiche legate ai decibel delle feste e alla quiete pubblica. Esasperati dal susseguirsi di eventi e kermesse per tutta l’estate, i residenti della zona hanno promosso una petizione da presentare al Comune per chiedere una drastica rivalutazione del numero e dell’impatto acustico delle manifestazioni. Un tema che si trascina da molti anni nel quartiere attorno al Museo, anche perché la proposta di un’area feste in zona industriale, ventilata anni fa, è ormai tramontata. In passato anche alcuni consiglieri comunali che abitano in zona avevano alzato la voce per chiedere il rispetto delle regole.
La petizione
Dalla primavera a oggi, denunciano i promotori, il vicinato è stato «bombardato» da iniziative che costringono le famiglie a barricarsi in casa per difendersi dal rumore, oltre a rendere proibitiva la ricerca di un parcheggio. A volte i concerti si protraggono oltre la mezzanotte, altre volte l’affollamento rende impossibile reperire un posto auto per chi torna a casa la sera. Così i residenti hanno deciso di organizzarsi per lanciare una raccolta firme con l’obiettivo di aprire un confronto formale con l’amministrazione per ottenere regole più rigide e una programmazione più sostenibile per chi abita nell’area.
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